Politica

La decisione che passerà alla storia

di Francesco PerfettiL’attesa per la sentenza relativa al processo Mediaset prevista per oggi ha determinato un clima paragonabile a quello descritto da Dino Buzzati nel romanzo «Il deserto dei...

L’attesa per la sentenza relativa al processo Mediaset prevista per oggi ha determinato un clima paragonabile a quello descritto da Dino Buzzati nel romanzo «Il deserto dei tartari». Come il capitano Drogo asserragliato nella Fortezza Bastiani in eterna attesa del nemico, così partiti e uomini politici, trepidanti e sconcertati, immaginano scenari contrapposti sulle sorti del governo per una decisione che - a differenza dell’assalto dei tartari - certamente verrà. E che, piaccia o non piaccia, avrà conseguenze, dirette o indirette, sull’esecutivo. La decisione della Cassazione, infatti, qualunque sia, avrà un significato storico. Potrebbe essere l’ultimo atto di uno scontro fra Magistratura e Politica che, al di là del caso personale di Berlusconi, si trascina da decenni facendo danni al sistema politico italiano e al suo funzionamento. Oppure potrebbe rivelarsi un armistizio all’interno di una ininterrotta "guerra civile istituzionale" segnata dalla tendenza della Magistratura a riempire i vuoti di potere lasciati dalla classe politica. Si sostiene da più parti che la sentenza non avrà effetti sulla stabilità del governo, ma non sfugge che essa è destinata a innescare un circuito di fibrillazione difficilmente controllabile. Nell’eventualità di conferma della condanna di Berlusconi è difficile pensare al tranquillo proseguimento di un’esperienza fondata sulle "larghe intese". Del resto, anche nell’ipotesi di una assoluzione del Cavaliere, le spinte destabilizzanti potrebbero avere la meglio. L’impatto della sentenza riguarderà tutti i partiti. Ma soprattutto il Pd, lacerato sulla collaborazione con il Pdl. Proprio ieri, Roberto Speranza, ha chiesto alla conferenza dei capigruppo l’avvio di una procedura d’urgenza per una nuova legge elettorale. Non è un caso. È un riflesso, forse inconscio, dell’attesa spasmodica della sentenza. E delle sue conseguenze, che potrebbero riguardare l’intero sistema politico. Perché una interruzione di legislatura sarebbe la pietra tombale sulle aspettative di riforma istituzionale.

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