Politica

Senza pacificazione un governo inutile

«Se va in galera muore la democrazia»

«Questo è un governo anomalo e surreale. Il suo senso è solo la pacificazione. Ma se questa viene meno che ci stiamo a fare?». Gianfranco Miccichè, sottosegretario del governo Letta, si gode l’afosa domenica pomeriggio tra le pere selvatiche, le cozze e il pesce spada di Cefalù. Sa bene che questa quiete domani, con la sentenza Mediaset, potrebbe essere un lontano ricordo. Si aspettava un Berlusconi deciso ad andare in carcere se condannato? «Fa parte dell’uomo. Tutto questo sta accadendo perché si è deciso di togliere di mezzo politicamente un uomo scomodo a tanti. Se fosse colpevole, Berlusconi, con i mezzi che ha, se ne sarebbe già andato. Ma non è colpevole...». Il Cav dice di essere sicuro dell’assoluzione. Lei? «Se lo assolvono viene meno il disegno criminale messo in piedi fino a oggi. Spero comunque che i giudici di Cassazione siano autonomi rispetto al disegno della Procura. Sul processo Mediast ci sono pressioni cento volte più forti del processo Mori». In caso di condanna, il Pd staccherà la spina come dice il Cav? «Se questo governo ha un senso è solo la pacificazione. Certo, c’è bisogno di questo esecutivo, Napolitano ci tiene in modo particolare. Ma la motivazione principale, ci è stato raccontanto, è la pacificazione. Ma se Berlusconi viene condannato, essa viene meno.... Io non mi preoccupo di quello che fa il Pd. Io mi chiedo: ma il Pdl cosa fa? Il giorno dopo la condanna Letta e Alfano di che parlano? Non dico che il governo debba cadere...». Quindi dà ragione ai falchi? «Lasciamo stare falchi e colombe, il tema sul governo è un altro. I ministri non si parlano, i sottosegretari non parlano con i ministri. I partiti non fanno riunioni. Non esiste dialettica. Non mi era mai capitato prima. Letta ha un compito difficile, perché non può fare nulla e rinvia. I governi di solito sono formati da partiti omogenei. Qui le differenze tra Pd e Pdl sono abissali». Oltretutto sono due partiti al capolinea... «Sottoscrivo. Chi si è astenuto o ha votato Grillo lo ha fatto perché non rappresentato da Pd e Pdl. Tanti altri li hanno votati, anche se non convinti. Bisogna cambiare. Il ritorno a Fi va bene, ma non basta cambiare il nome facendo marketing. Dobbiamo tornare a parlare con la gente. I media stravolgono la realtà». Torniamo al 30 luglio. Che idea s’è fatto del processo? «Condanna il presidente di un’azienda ma non i manager, prosciolti. Come con Previti: c’era il corruttore ma non il corrotto, il giudice fu assolto. E vogliamo parlare del processo Ruby? Un film incredibile. Processi privi di logica giuridica. Ma l’Italia è una Paese di persone berbene e democratiche, la gente ha capito: l’offensiva giudiziaria contro Berlusconi è una porcata, lo sanno sia i cittadini sia la sinistra. La democrazia è stata buttata a mare. Ma se non c’è democrazia c’è la dittatura... Non si può chiudere uesta stagione politica mandando in galera Berlusconi, è un atto antidemocratico. Serve pacificazione. La magistratura ha agito perché una parte politica ha svolto un’azione stimolante».

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