E' attesa per domani la sentenza della Corte di Cassazione sul processo che riguarda i diritti Mediaset e coinvolge Silvio Berlusconi. La decisione dei cinque giudici potrebbe essere dirompente sul destino del governo Letta e avere forti ripercussioni sulla maggioranza. All'interno del Pdl è un momento di profondo nervosismo e divisione. I falchi sostengono che, in caso di condanna di Berlusconi, siano necessarie dimissioni dal governo e manifestazioni di piazza. Le colombe, invece, non legano il destino del governo alla sentenza della Cassazione. Ma un'eventuale condanna di Berlusconi potrebbe convincere lo stesso Pd a staccare la spina all'esecutivo. In queste ore, però, si fa avanti anche l'ipotesi di un rinvio della sentenza a settembre. FINO AL 15 OTTOBRE NESSUNA ESECUZIONE DELLA PENA Fino al 15 ottobre non potrà essere eseguita nessuna eventuale pena inflitta dalla Cassazione a Silvio Berlusconi. E' quanto spiegano fonti dell'ufficio di esecuzione del Tribunale di Milano. Se l'ex premier dovesse essere condannato, la Suprema Corte notificherà a Berlusconi e ai sui difensori l'ordine di esecuzione della pena con contestuale sospensione, perché questo provvedimento concede al condannato trenta giorni di tempo per presentare la richiesta di una pena alternativa. Questi trenta giorni pero' decorreranno materialmente dal sedici settembre perché prima a Milano è in vigore la sospensione dei termini feriali. Quindi, fino al quindici ottobre Berlusconi avrebbe il tempo di chiedere eventuali misure alternative e fino a quel momento nessuna eventuale condanna potrebbe essere eseguita. Se Berlusconi dovesse presentare a questo punto una domanda di pena alternativa al carcere, la Procura di Milano la trasmetterebbe, senza dare nessun parere, al Tribunale di Sorveglianza. In questo caso, competente per la lettera "b" sarebbe il giudice Beatrice Crosti. A questo punto l'ex premier entrerebbe nella categoria dei "liberi sospesi" per i quali i tempi medi di attesa sono di almeno sei mesi. Le possibilità che la richiesta di pena alternativa venga bocciata dalla Sorveglianza sono pressoché nulle. Se invece Berlusconi non dovesse presentare richiesta di pena alternativa, la Procura potrebbe teoricamente emettere un ordine di carcerazione. Ipotesi tuttavia remota perché la Procura con ogni probabilita' si comporterebbe come nel "caso Sallusti", disponendo i domiciliari d'ufficio in base alla legge 'svuotacarceri'. Insomma l'unico modo certo per Berlusconi di finire dietro le sbarre sarebbe, come fu per il direttore del Giornale evadere dai domiciliari. Il giornalista, condannato alla pena detentiva per una diffamazione, ottenne poi la grazia dal Presidente della Repubblica.
Diritti Mediaset, domani la sentenza della Cassazione
Cresce l'attesa per la decisione dei giudici. Ma avanza l'ipotesi di un rinvio dell'udienza
