Il tempo sta per scadere. Ancora due giorni e la Cassazione si riunirà per la prima udienza del processo Mediaset. L’interrogativo resta uno solo: come reagirà Silvio Berlusconi ad una eventuale condanna definitiva? E il Pdl? Ieri il capogruppo alla Camera Renato Brunetto ha provato a rispondere con un lungo articolo sulle pagine della Discussione . «Una cosa sola so di lui - ha scritto -: non è il tipo che se ne va all’estero per ripararsi dal carcere. Non è di quelli che scappano. Lotterà fino all’ultimo senza rassegnarsi all’ingiustizia». «Un’altra cosa so, questa volta di me - ha aggiunto -. Gli resto al fianco. Non per generosità e nemmeno per riconoscenza. Non sarebbe un gesto eroico o sacrificale. Il fatto è che non concepisco altra mia posizione nel mondo, che sia onesta e decente, se non stare vicino a Silvio Berlusconi. Nessun fanatismo o culto della personalità, ma buon senso, amore per l’Italia e per me stesso». Quindi un elenco in 10 punti sui motivi che lo spingono a rimanere al fianco del Cavaliere: «1) Perché da bravo socialista sono anticomunista 2) Perché sono figlio di un venditore ambulante e ho sempre lavorato come un cane: sono un piccolo borghese che crede al merito, che crede nel lavoro, che non sopporta le ingiustizie 3) Perché si è fatto da solo, e ha tutti i difetti di chi si è fatto da solo. 4) Perché sa ascoltare, magari prendendo appunti, come faceva con me, ai primi tempi, in cui ragionavo con lui di economia (era già stato Presidente del Consiglio). E se una nostra conversazione si interrompeva, perché dovevo andare dai miei studenti all’università, mi chiedeva, gentile, "ma poi torna? che così finiamo..." 5) Perché ha ridato voce e dignità a un popolo, la maggioranza degli italiani, che la vita se la guadagna tutti i giorni senza santi in Paradiso: tanti operai, tanti artigiani, commercianti, piccoli-imprenditori, tanti professionisti, tanti pensionati, tante casalinghe, tanta gente per bene. 6) Perché è pieno di difetti, ma le qualità sono di più. Mai arrogante, sempre gentile 7) Perché è bugiardo per amore, e aiuta, a volte, con le "sue verità", i suoi sogni, le sue follie che finiscono per realizzarsi 8) Perché è un ingenuo, uno che lo puoi anche fregare, mica una volpe come D’Alema 9) Perché ha sempre pagato di persona. Non si è mai tirato indietro 10) Sto e starò con Berlusconi perché il dopo Berlusconi non mi importa». Insomma un vero e proprio «giuramento» di fedeltà che raccoglie il plauso del coordinatore Pdl Sandro Bondi: « Con la sua consueta onestà intellettuale e trasparenza umana, ha detto delle cose molto belle in cui mi riconosco pienamente. In fondo dire: "Sto e starò con Berlusconi perché il dopo Berlusconi non mi importa" non è una considerazione impolitica, ma un programma pieno di moralità e di sapienza politica». Ma forse non ci sarà bisogno di seguire Berlusconi ovunque lui vada. Lo stesso Brunetta, infatti, è piuttosto sereno per il futuro. «La sentenza Mediaset? Io sono ottimista, credo che ci sarà un giudice a Berlino - dice ospite di Super Partes su Canale 5 -. È un processo ridicolo e credo che i giudici della Cassazione, come il famoso giudice a Berlino, faranno giustizia». Più preoccupato il collega di partito e presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto: «Ci si aspettiamo una decisione saggia, al riparo dalle appartenenze, capace di rinnovare il patto fiduciario fra legge e esercizio della giurisdizione».
«La Cassazione farà giustizia»
Brunetta ottimista sulla sentenza: «Sarò comunque al fianco di Silvio»
