Dirigenti della Polizia di Stato che cambiano incarichi. Email inviate «per errore». Nomi e cognomi di chi si siederà su una poltrona piuttosto di un’altra. Spostamenti da una città all’altra. Delusi e contenti. In tutto ciò si inserisce anche il caso Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako espulsa dall’Italia insieme con la figlia di 6 anni. Insomma, al Viminale si apre un altro capitolo «mediatico». Ieri, infatti, è stata inviata dall’ufficio stampa del ministero dell’Interno una email contenente la riorganizzazione del Dipartimento di pubblica sicurezza, che a breve distanza è stata seguita da un’altra nella quale si chiedeva di «non tenerne conto e di annullare il comunicato» in questione. Secondo quanto affermato dal Viminale, non si tratterebbe altro di un errore tecnico e quindi non ci sarebbe alcun giallo dietro la diffusione dei dati, con tanto di nomi e cognomi dei dirigenti (una cinquantina) che verranno spostati da un ufficio all’altro. Per il Ministero doveva essere inviato un altro comunicato stampa dal titolo «Operazione straordinaria grazie al lavoro della Squadra Stato», riferibile all’operazione antimafia condotta a Roma, e non quello invece sulla riorganizzazione del Dipartimento della pubblica sicurezza. Quell’elenco di nomi, quindi, ieri non doveva finire sulle scrivanie degli organi di stampa. Insomma, la rivoluzione annunciata dopo il trauma del caso Ablyazov è diventata pubblica prima della volontà dello stesso Viminale. Ma ecco gli obiettivi indicati nel comunicato partito per «errore»: rimodulazione del sistema informativo, evoluzione del sistema ispettivo con «internal auditing», revisione organizzativa della Direzione centrale anticrimine e ridefinizione del sistema delle deleghe. Questi i punti centrali - secondo il Viminale - della riorganizzazione del dipartimento della pubblica sicurezza definita dal capo della polizia Alessandro Pansa dopo il caso Shalabayeva con l’obiettivo di «rendere più efficace, puntuale e tempestivo il sistema della informazione attraverso la continua osmosi di notizie tra gli organismi dipartimentali e quelli che operano sul territorio». Per rendere «efficace l’interscambio informativo è necessario che, anche a livello provinciale - è scritto sul comunitato del ministero dell’Interno - in maniera speculare e in analogia a quanto previsto a livello centrale, le notizie vengano canalizzate verso gli uffici di diretta collaborazione del questore, il quale fungerà da canale diretto di comunicazione con il Dipartimento della pubblica sicurezza». Ma ecco alcuni dei nomi e cognomi inseriti nel lungo valzer di poltrone deciso dal Viminale. Raffaele Grassi sarà il nuovo direttore del Servizio centrale anticrimine: prende il posto di Maria Luisa Pellizzari, che diventa direttore del Servizio studi corsi e addestramento della scuola superiore di Polizia. Lamberto Giannini assumerà invece l’incarico di direttore del Servizio centrale antiterrorismo della Direzione centrale della polizia di prevenzione. Tra gli altri, Mario Papa, che era nella disponibilità della segreteria del Dipartimento di polizia, passerà alla Direzione centrale della polizia di prevenzione. Maurizio Vallone diventerà reggente del servizio di controllo del territorio della Direzione anticrimine centrale. Vittorio Rizzi, già capo della Squadra mobile di Roma e attuale direttore della Polizia Stradale, diventerà questore reggente all’Aquila, al posto di Giovanni Pinto, nuovo reggente della Direzione centrale immigrazione e della Polizia di Frontiera. Tra gli elementi del cambio di poltrone, la revisione organizzativa della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato che, oltre a promuovere e coordinare «attività di contrasto alla criminalità svolta dalla Polizia di Stato sul territorio, diventi qualificato punto di riferimento delle Divisioni Anticrimine incardinate nelle Questure. Ciò, oltre a garantire una funzione di indirizzo informativo anticrimine, favorirà le attività di analisi e di progettazione della Polizia di Stato».
Una mail apre il valzer delle poltrone
Giallo nomine Dal Viminale una nota per gli organi di informazione. Ma non doveva essere inviata Trasferimenti, promozioni e delusioni. Ecco l’elenco dei dirigenti di polizia che cambieranno incarico
