PESCARA La tragedia avvenuta ieri in provincia di Pescara non rappresenta un caso isolato. I precedenti, consumatisi negli ultimi 25 anni in Italia, tracciano una lunga scia di sangue. Si viaggia ad un ritmo di quasi un incidente mortale ogni anno. Il caso più recente risale al 12 settembre del 2011, quando ad Arpino, in provincia di Frosinone, una violenta esplosione nella fabbrica di fuochi d'artificio Cancelli uccide sei persone. Il 2 febbraio del 2011, in seguito alla deflagrazione che investe una fabbrica di fuochi artificiali a San Giovanni di Ceppaloni, muore Ruggero De Blasio, 32 anni, figlio di un cugino della moglie di Clemente Mastella. Un mese prima, in una casamatta di Santa Venerina, nel catanese, muoiono altre due persone a causa di un incidente che provoca un’esplosione. Il 6 febbraio del 2008, in una fabbrica di fuochi d'artificio di Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, viene falcidiata un’intera famiglia: muoiono i due fratelli, titolari della ditta e le rispettive mogli. Il 4 gennaio del 2008 a Giugliano, nel napoletano, restano gravemente feriti due ragazzi di 13 e 14 anni: uno è il figlio del titolare e suo padre verrà successivamente arrestato. Tra il 17 luglio del 1998 e l’11 maggio del 2007 avvengono altre 13 esplosioni, che costano la vita a 35 persone e provocano numerosi ferimenti. La zona più colpita è la Campania, segnata dalle tragedie di Gragnano, Mercato San Severino, Ottaviano, Teggiano, Visciano, Terzigno e di nuovo Giugliano. Tragedie simili si consumano anche nel palermitano e nell’agrigentino, e poi nel fermano, nel frusinate in provincia di Pisa e a Castel D’Aiano, sull’Appennino bolognese. Le cattive abitudini, evidentemente, non conoscono confini.
Una scia di sangue Decine le vittime
Stefano Buda PESCARA La tragedia avvenuta ieri in provincia di Pescara non rappresenta un caso isolato. I precedenti, consumatisi negli ultimi 25 anni in Italia, tracciano una lunga scia di sangue.S...