Politica

La sinistra occupa la tv. Lo dice l’Agcom

L’Autorità ordina a Fabio Fazio e Lucia Annunziata di «riequilibrare» le presenze nelle loro trasmissioni: «Più spazio a esponenti del Pdl»

Renato Brunetta non trattiene la propria soddisfazione per «una grande vittoria, mia, del Pdl, ma soprattutto di tutti i cittadini italiani che pagano il canone e hanno diritto a un’informazione equilibrata e completa». Dopotutto era stato lui, più di chiunque altro, a denunciare la «faziosità» di certe trasmissioni (da In mezz’ora a Che tempo che fa , passando per Ballarò ). E ieri l’Agcom gli ha sostanzialmente dato ragione. Infatti, dopo l’istruttoria avviata per «verificare il rispetto dei principi di parità di accesso e pluralismo politico nei programmi In mezz’ora , Che tempo che fa e Ballarò nel ciclo di programmazione 2012-2013», il Consiglio dell’Autorità «ha ordinato alla Rai di riequilibrare, garantendo una maggiore presenza di esponenti del Pdl» nella stagione 2013-2014. L’«ordine», in realtà, vale solo per Lucia Annunziata e Fabio Fazio, mentre Giovanni Floris si salva visto che Ballarò «è stato giudicato non lesivo dei principi di pluralismo e quindi non oggetto di intervento». Certo, bastava dare un’occhiata alla lista degli ospiti per capire che sarebbe finita così. A In mezz’ora , ad esempio, l’ultimo ospite Pdl è stata Daniela Santanché lo scorso 30 giugno, ma per trovarne un altro, nello specifico il segretario Angelino Alfano, bisogna riavvolgere il nastro fino all’11 novembre 2012. In mezzo due apparizioni per Nichi Vendola, due per Susanna Camusso e una lunga lista di esponenti del centrosinistra che spazia da Matteo Renzi e Fabrizio Barca passando, tra gli altri, per Enrico Letta, Guglielmo Epifani, Franco Marini, Fabrizio Barca, Dario Franceschini. Ben rappresentata anche la compagine grillina che, nello stesso periodo (e nonostante un’idiosincrasia dichiarata per i talk show), ha portato nel salotto di Lucia Annunziata il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, l’ex capogruppo al Senato Vito Crimi, il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico. Stessa situazione a Che tempo che fa . Qui l’ultimo pidiellino è stato Alfano il 26 maggio. Prima di lui, il 12 novembre 2012, era toccato a Sandro Bondi. Un po’ pochino se si considera che Matteo Renzi è stato ospite l’8 ottobre, il 26 novembre, il 9 marzo e il 27 aprile. E che anche Roberto Maroni ha ottenuto ben due inviti (il 18 novembre e il 2 marzo). Ieri l’intervento dell’Agcom. Che non ferma comunque la «guerra» del capogruppo Pdl. Brunetta ha infatti annunciato di aver presentato un esposto all’Autorità ed un’interrogazione alla Commissione di Vigilanza Rai per «denunciare la violazione dei principi del pluralismo dell’informazione del programma Agorà , in onda su Rai Tre, e per chiedere interventi contro le palesi violazioni segnalate». «Abbiamo esaminato le 186 puntate della trasmissione, nella stagione televisiva 2012-2013, dal 24 settembre 2012 al 28 giugno 2013 - ha scritto in un articolo pubblicato da Il Foglio - basandoci su una fonte al di sopra di ogni coloritura: i dati dell’Osservatorio di Pavia. Il calcolo è tremendo e sorprendente. Ecco che i soggetti politici appartenenti all’area del centrosinistra hanno totalizzato 291 presenze, pari al 45,9 per cento delle presenze totali. Gli ospiti riferiti all’area di centrodestra hanno raggiunto 222 presenze, pari al 34,3 per cento. I politici invitati dalle file del centro hanno realizzato 89 presenze, equivalenti al 12,2 per cento. Quasi non pervenuto il Movimento 5 stelle con 2 presenze. Si noti, fino al 24 febbraio cioè i primi cinque mesi di trasmissione, a voler prendere in considerazione come criterio il dato elettorale, il centrodestra aveva una maggioranza schiacciante. Dopo di che, per i successivi quattro mesi, la differenza che sarebbe dovuta essere tenuta in conto è stata dello 0,3 per cento (in concreto stessa quota). Precisamente il centrosinistra, se teniamo buono il dato costante del 30 per cento, ha avuto il 50 per cento in più di spazio rispetto al dato di rappresentanza». Insomma si va avanti. Con l’esponente Pdl che prende di mira anche il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi («Il suo bilancino evidentemente era tarato male, se ne faccia una ragione forse qualcuno dalle parti di viale Mazzini dovrebbe chiedere scusa. Forse qualcuno, ma non vorremmo esagerare, potrebbe anche pensare alle dimissioni»), con l’azienda che «prende atto con soddisfazione che l’Agcom ha riconosciuto il rispetto del pluralismo del Servizio Pubblico» e si riserva di valutare le «motivazioni» del provvedimento nei confronti di In mezz’Ora e Che tempo che fa . E con Fazio che, su Twitter, commenta: «La par condicio in periodo elettorale è sempre stata rispettata. Per il resto il dovere della tv è quello di raccontare la contemporaneità».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.