Una compagnia aerea tutta siciliana, in barba alle lobby internazionali, ma soprattutto all'«Alitalia che ha rovinato il turismo in Sicilia, con tariffe allucinanti». La sfida lanciata dal governatore, Rosario Crocetta, contro la compagnia di bandiera, non appare uno dei tanti annunci per conquistarsi la scena, ma un vero e proprio attacco per dire «basta col predominio dell'Alitalia che impone tariffe troppo alte». Il governatore, le idee sembra avercele chiare. Intende aprire all'Ast (azienda pubblica trasporti, controllata dalla Regione Siciliana) il mercato del trasporto aereo isolano. Nelle prossime riunioni di Giunta, Crocetta porterà sul tavolo una delibera che, una volta approvata, darà il via libera all'iter per la costituzione della compagnia siciliana. Ieri, intanto, le prime mosse. «Abbiamo affrontato la questione con il socio di maggioranza (Regione Siciliana, ndr) per decidere il da farsi», afferma Giovanni Amico, amministratore delegato di Ast Aeroservizi, società della stessa Azienda siciliana trasporti che già opera nel settore del trasporto e dei servizi aeroportuali presso lo scalo aereo di Lampedusa. In prima battuta il governatore scommette tutto sul nuovo scalo di Comiso, a pochi chilometri da Ragusa. «L'obiettivo - spiega, invece, Dario Lo Bosco, presidente dell'Ast - è quello di verificare se esista la disponibilità, da parte di vettori low cost con i quali, tra l'altro, l'Ast Aeroservizi è già in rapporto, per far decollare l'aeroporto di Comiso, in sinergia con quello di Catania». Non teme nessuno, Crocetta. L'azzardo ce l'ha nel sangue. «Dal momento che l'Alitalia fa pagare 400 euro un volo da Catania a Roma - tuona il governatore - significa che i turisti in Sicilia non vengono e reggiamo solo perché arrivano gli stranieri». Il costo dei biglietti Alitalia, a dire il vero, per i siciliani è stato da sempre un pugno allo stomaco che spesso si tenta di schivare acquistando da compagnie low cost. Esempio: volare con Alitalia da Catania a Bologna e da Bologna a Roma costa la metà rispetto al tragitto diretto dalla città etnea alla Capitale. Tradotto in euro: un volo sola andata per sabato prossimo da Catania Fontanarossa a Roma Fiumicino costerebbe non meno di 236. Navigando tra i motori di ricerca on line, invece, si possono individuare voli più economici: con 146 euro, per fare un esempio, da Catania si va a Roma, facendo però prima scalo a Bologna. Va da sé che qualcosa non quadra. La situazione, tra l'altro, poco cambia, se parliamo di un volo che parte dall'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo. «Le cose vanno male da quando è scomparsa Wind Jet - puntualizza ancora Crocetta - con il risultato che non ci sono compagnie low cost». A questo punto scommettere tutto sull'Ast. «Azienda siciliana trasporti - spiega il governatore - ha la sede e il personale, l'unica cosa che manca sono gli aerei e gli steward». Insomma, Crocetta annuncia che «i siciliani voleranno a basso costo e l'aeroporto di Comiso non dovrà cercare partner e dipendere da lobby e multinazionali. Li avrà nella stessa Regione». Ormai, per il presidente della Regione, è un mantra: «Con l'attività dell'Azienda siciliana trasporti certe tariffe saranno soltanto un ricordo. Così faremo decollare anche lo sviluppo della Sicilia». Già il governo regionale è al lavoro. «Serve una politica di continuità territoriale per i trasporti in Sicilia - afferma l'assessore regionale ai Trasporti, Nino Bartolotta - sul modello di quello applicato in Sardegna per ridurre le tariffe, che sono oggettivamente troppo care e penalizzano i siciliani». Per il componente della Giunta Crocetta, «di certo, sia Alitalia, sia il governo nazionale non possono non tenere in considerazione le peculiarità della Sicilia che necessita dell'attuazione di una politica di continuità territoriale soprattutto in alcune tratte fondamentali». Sempre in merito agli scali siciliani, infine, si apre un altro fronte di guerra in vista dell'abolizione delle Province. In pratica, i funzionari che devono traghettare gli enti verso la riforma, opereranno in base alle disponibilità economiche sulle quali possono contare e, dunque, non possono più permettersi gestire le società partecipate. Da qui l'allarme del parlamentare regionale del Pdl, Nino D'Asero, secondo cui «gli aeroporti di Palermo, partecipato al 40% dalla Provincia, stessa cosa per lo scalo di Trapani, rischiano la paralisi soprattutto per i servizi».
Crocetta vuole una compagnia aerea siciliana
Il Governatore porterà in Giunta il progetto da affidare all’azienda dei trasporti regionali
