Politica

Il Pdl laziale al lavoro sui referendum radicali

Parte da Roma l’offensiva del Pdl a sostegno dei referendum sulla giustizia proposti dai Radicali. L’appoggio all’iniziativa era stato deciso dai vertici nazionali del partito durante l’Ufficio di...

Parte da Roma l’offensiva del Pdl a sostegno dei referendum sulla giustizia proposti dai Radicali. L’appoggio all’iniziativa era stato deciso dai vertici nazionali del partito durante l’Ufficio di presidenza di due settimane fa a Palazzo Grazioli in risposta alla calendarizzazione del ricorso per Cassazione sul processo Mediaset (con Berlusconi condannato in secondo grado a 4 anni) per il prossimo 30 luglio. La celerità della Suprema Corte nel fissare l’udienza era stata duramente contestata dai legali del Cavaliere, con l’avvocato Coppi che ha parlato di lesione del diritto di difesa. Per la Cassazione, però, la procedura - motivata con il sopraggiungimento di una prescrizione - è in linea con la legge e con l’orientamento costante della stessa Corte. Nel Pdl è scattato il campanello d’allarme, anche perché pochi giorni prima il Cav era stato condannato a 7 anni nel processo Ruby. Di qui la decisione di sostenere i referendum sulla Giustizia proposti dai Radicali, utilizzando la raccolta di firme per spiegare alla propria base elettorale quello che viene considerato un accanimento giudiziario nei confronti del leader del centrodestra. Capofila all’appoggio dei referendum è il Pdl di Roma e del Lazio. In particolare, come afferma il coordinatore regionale Vincenzo Piso, «alcune sono battaglie che storicamente appartengono al centrodestra mentre su altre lasceremo piena libertà d’opinione». Nel Pdl c’è un accordo di massima sulla «necessità di una riforma della giustizia», come affermato dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri e su temi come la responsabilità civile dei magistrati, sulla custodia cautelare e sul reinserimento di chi ha svolto incarichi nella pubblica amministrazione. Ma non tutti la pensano allo stesso modo, per esempio, sull’eliminazione dell’ergastolo. «Installeremo dei gazebo per raccogliere le firme e portare il popolo a esprimersi», spiega Piso, mentre il suo vice vicario Alfredo Pallone, sottolinea la necessità che «al referendum segua una decisione in Parlamento e non un papocchio». «Dobbiamo fare autocritica per il passato - sottolinea Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri di Montecitorio - per una riforma che non abbiamo avviato anche per il parere contrario di qualcuno della coalizione come la Lega. Ora però, visto che in Parlamento non mi pare che ci sia intenzione di fare qualcosa e visto che ci sono mezzi democratici alternativi come il referendum, faremo tutto quello che possiamo per dare una mano all’iniziativa dei Radicali». «Roma è una delle prime sedi del Pdl che si mobiliterà a sostegno di referendum che vanno oltre gli schieramenti politici - dice il deputato e coordinatore romano del Pdl Gianni Sammarco - Si tratta di vere e proprie battaglie di civiltà alle quali era doveroso aderire».

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