Politica

Quagliariello avvisa i partiti: ok al confronto, ma niente rinvii

La «dead line» per la legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è dopo l’estate: se il testo dovesse essere stravolto, allora il governo interverrà con un decreto legge. «Ok al...

La «dead line» per la legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è dopo l’estate: se il testo dovesse essere stravolto, allora il governo interverrà con un decreto legge. «Ok al confronto, ma non si accettano rinvii alle calende greche», dice Gaetano Quagliariello che ieri sera ha incontrato i relatori della maggioranza: Emanuele Fiano per il Pd e Maria Stella Gelmini, Raffaele Fitto e Francesco Paolo Sisto per il Pdl per fare il punto sugli emendamenti presentati e cercare una linea comune capace di assicurare al provvedimento un iter sereno. La mediazione sulla legge sull’abolizione dei finanziamento ai partiti resta difficile, inizialmente la tentazione dell’esecutivo era quella di andare in Aula (il termine previsto è il 26 luglio) con il testo originario ma si procederà a un ulteriore chiarimento per cercare una larga condivisione sulle norme. L’abolizione del rimborso elettorale automatico resta il punto cardine sul quale Enrico Letta non è intenzionato a fare passi indietro: l’obiettivo è dare ai cittadini libera scelta, niente più automatismi, sì ad adeguati meccanismi di sostegno fiscale, ma indietro non si torna. Del resto la linea del presidente del Consiglio è chiara da tempo, i partiti sono destinati a scomparire se entro sei mesi non si autoriformano. «Noi - ricorda anche il democrat Andrea Martella - la settimana scorsa abbiamo votato un ordine del giorno che ci impegna su questo e non possiamo tornare indietro». Uno dei problemi sul tappeto è la tempistica: alle Camere c’è un ingorgo senza precedenti di provvedimenti prima della chiusura estiva. «È sempre più difficile rispettare il termine che ci eravamo dati di varare il testo entro fine luglio» spiega un deputato Pd. Il governo farà il punto venerdì: tra l’altro è possibile che sul tavolo arrivi anche un «pacchetto sicurezza» al quale sta lavorando il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Entrerà in Parlamento sotto forma di disegno di legge: il testo era già pronto una decina di giorni fa, poi è stato accantonato a causa del «caso Shlabayeva». Ora dovrebbe essere esaminato nella prossima riunione dell’esecutivo (o al massimo in quella successiva). Prevede, tra l’altro, norme sull’autoriciclaggio, misure per la sicurezza delle strade e nuove norme per il commissariamento degli enti locali infiltrati dalla mafia. Nel prossimo Cdm dovrebbero essere destinati anche dei fondi per i beni culturali.

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