A guardarla con malizia somiglia tantissimo ad una marcia di avvicinamento alla leadership del MoVimento 5 Stelle. Gianroberto Casaleggio non è più «l’uomo nell’ombra», il guru riservato che lascia a Beppe Grillo le luci della ribalta. E dopo l’intervista al mensile Wired Italia anticipata nei giorni scorsi (sarà in edicola a partire dal 30 luglio), ne concede un’altra, stavolta in video, a Gianlugi Nuzzi in occasione della rassegna letteraria Ponza d’Autore. Quasi un evento visto che Casaleggio è noto più per i suoi silenzi che per le sue uscite pubbliche. E l’impressione, appunto, è che il guru, che nel frattempo si è concesso anche una visita al Quirinale al fianco del comico genovese, stia studiando da leader del futuro. Non fosse altro perché, accanto alle solite considerazioni sull’avvento della democrazia diretta e la «morte» dei partiti, si abbandona a valutazioni più politiche sulla linea del MoVimento e a previsioni su ciò che accadrà. Certo, si dirà, se gli fanno le domande lui, cortesemente, risponde. Ma già il fatto che abbia voglia di parlarne è di per sé una notizia. Così, se a Wired aveva spiegato che il M5S andrà al governo solo quando otterrà il 51% dei consensi e che la sconfitta alle amministrative di maggio era quasi voluta, a Nuzzi affida un allarme: «Io penso che il Paese avrà nei prossimi mesi, non so quanti, uno shock economico. Uno shock che potrebbe portare a una ridefinizione della rappresentanza politica oppure a uno spostamento della politica da problemi politici a problemi di carattere sociale: disordini, rivolte. Quindi qualcosa che non può essere dominato dalla politica». «Una guerra civile?» domanda l’intervistatore. «No, una guerra civile no - replica -. Sicuramente delle situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell’ordine pubblico. Il Paese ha bisogno di una svolta e questa svolta tarda a venire mentre l’economia continua a peggiorare sensibilmente». Ma non è l’unico tema di attualità toccato dall’imprenditore. Che spazia da Giorgio Napolitano («I suoi limiti? Credo soprattutto l’età e poi il fatto che insieme a molte altre persone è in politica da molti anni. È necessario un ricambio politico. Noi abbiamo come regola il fatto che non ci siano più di due mandati») a Matteo Renzi: «Rappresenta una corrente politica del Pd. I cittadini nelle piazze? Sono cittadini, ma valgono uno come tutti gli altri. A me non interessa la politica, a me interessa l’opinione pubblica». Quindi torna a ribadire un punto irrinunciabile del suo pensiero: «Se Napolitano chiedesse al MoVimento di entrare in un governo con il Pd io uscirei dal MoVimento». Anche se subito dopo aggiunge che l’incontro al Quirinale, «è stato molto cordiale. Ho trovato una persona molto disponibile ad ascoltarci, che ha condiviso molti dei punti che noi gli abbiamo sottoposto. Ho trovato una consapevolezza della situazione del Paese». Nessun attacco agli avversari politici («Non mi inquieta nessuno. Perché sono tutte persone come me, come lei...») con cui, comunque, non cercherà di dialogare («Per me il confronto sono i cittadini»). Anche perché nonostante quello che sembrano dire i sondaggi («Non credo ai sondaggi»), le indicazioni che i grillini hanno sono «sostanzialmente di stabilità rispetto alle elezioni politiche». Quasi a dire che dovrebbero essere gli altri, semmai, a cercare il confronto. C’è anche spazio per una battuta su Grillo: «Ha due caratteristiche che sono la popolarità - già altissima prima della rete - e poi la credibilità, perché con tutti gli attacchi che gli sono stati fatti è sempre uscito pulito. Queste due caratteristiche associate alla rete hanno reso la sua figura molto più importante e capace di aggregare». Chissà che non tocchi a Casaleggio portare avanti quest’opera.
È Casaleggio il vero Grillo parlante
Il guru del M5S: «Il Paese avrà uno shock economico che potrebbe generare rivolte»
