Visco, Napolitano, Visco. Passaggi di una partita che ha un solo obiettivo: la stabilità del governo. Il governatore di Bankitalia lo aveva già detto durante l’assemblea e il presidente della Repubblica lo aveva confermato durante la cerimonia del ventaglio: le criticità economiche non consentono mutamenti politico-istituzionali. Nessun cambiamento di alleanze, avanti con il programma per fare le riforme necessarie al Paese ed arrivare fino al semestre italiano in Europa e poi pensare a nuove elezioni. E ieri da Mosca Visco ha ribadito che l'instabilità politica frena la ripresa anche se non c'è un rischio Italia. Certo, siamo un Paese fragile ma cogliendo alcune opportunità la ripresa potrebbe essere all'orizzonte. Realismo con una punta di ottimismo che di questi tempi non guasta. La parola d’ordine, ancora una volta, è fiducia. La stessa chiesta, per la seconda volta, dal premier Letta al Parlamento per portare a termine un percorso non facile ma necessario al Paese. Ne dovrebbero tener conto i Democrat che non hanno ancora smesso di fare campagna elettorale in attesa di un congresso dove ritrovare l’unità perduta. Il caso kazako che qualcuno voleva usare come grimaldello per scardinare il governo non è bastato. La sfiducia in Senato non c’è stata, Alfano si è salvato anche grazie allo scudo di Letta. Di rimpastino, semmai fosse necessario, se ne riparlerà in autunno anche se rimpastare un amalgama già strano potrebbe far impazzire tutto, come la maionese. E comunque il Pd se ne faccia una ragione: prima del partito c'è il Paese. Che vorrebbe finalmente uscire dal tunnel.
Il Paese fragile nel tunnel Pd
Visco, Napolitano, Visco. Passaggi di una partita che ha un solo obiettivo: la stabilità del governo