«La carcere è la semplice custodia d'un cittadino finché sia giudicato reo, e questa custodia essendo essenzialmente penosa, deve durare il minor tempo possibile e dev'essere meno dura che si possa. Il minor tempo dev'esser misurato e dalla necessaria durazione del processo e dall'anzianità di chi prima ha un diritto di esser giudicato». A rileggerlo oggi, a distanza di secoli, Cesare Beccaria fa una certa impressione visto che l'Italia è diventato un Paese giustizialista e noi italiani pure. Dal 1992-93 in poi non ci siamo più ripresi ed ogni divisione politica, dibattito, spaccatura, passa per il sigillo di una sentenza da citare a dimostrazione delle proprie ragioni, come se il garantismo ne avesse bisogno. Così il generale Mori assolto a Palermo fa sventolare ai garantisti, contro i colpevolisti, la ragionevolezza e la loro ragione. Anche chi è antigiustizialista, insomma, ormai arriva a citare le sentenze per avvalorare i suoi argomenti. Il Paese si muove così, tra verità giudiziaria e critica della stessa, ammalato nei suoi cittadini di querelite quotidiana (querelare è ormai sport nazionale), mentre la giustizia continua ad avere le sue lentezze e disfunzioni. Ma pure a macinare processi e sentenze che destano polemiche. Ieri, a 26 giorni esatti dalla condanna di Silvio Berlusconi a sette anni ed all'interdizione dai pubblici uffici nel processo Ruby, anche le tre persone che per la Procura di Milano erano gli organizzatori delle feste di Arcore hanno ricevuto una condanna simile: Emilio Fede e Lele Mora sono stati condannati a 7 anni di reclusione, Nicole Minetti a 5 per favoreggiamento della prostituzione. Il tribunale di Milano ha inoltre disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per Fede e Mora, e l'interdizione per 5 anni per la Minetti. A Mora e Fede, tra le altre cose, è toccata pure l'interdizione in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Insomma una condanna esemplare. A fronte di una vicenda come il caso Ruby in Italia abbiamo poi casi come quello di Beatrice Papetti, la 16enne in bicicletta investita e uccisa da un uomo che non si è fermato a soccorrerla per poi costituirsi dopo una settimana. Bene, Gabardi El Habib, che il 10 luglio ha travolto a Gorgonzola Beatrice, è già stato scarcerato e ora è ai domiciliari. Lo ha deciso il gip di Milano. Dopo l'arresto, il pm Laura Pedio, titolare delle indagini condotte dai carabinieri, aveva chiesto il carcere come misura cautelare per il marocchino, mentre la difesa aveva chiesto i domiciliari, spiegando anche che l'uomo «non è un pirata della strada». Alla fine il gip, dopo l'interrogatorio di garanzia durante il quale l'uomo ha risposto a tutte le domande, ha deciso di disporre gli arresti domiciliari, perché sarebbe una misura idonea a garantire le esigenze cautelari: principalmente il pericolo di reiterazione del reato e poi quelli di fuga e di inquinamento probatorio. L'uomo, infatti, è accusato di omicidio ma nella forma colposa. E anche l'altro reato contestato, l'omissione di soccorso, non prevederebbe la misura cautelare in carcere. «Le leggi italiane hanno ucciso mia figlia per la seconda volta», ha commentato Nerio Papetti, il padre di Beatrice, secondo il quale la decisione di disporre gli arresti domiciliari per l'investitore è «assolutamente inaccettabile». La coerenza di un sistema, nel suo insieme, dovrebbe essere la migliore garanzia di libertà dei cittadini che ne fanno parte. Domanda, è coerente il sistema italiano? Forse si, nel senso che siamo ormai diventati tutti giustizialisti. E chissà cosa penserebbe di noi, oggi, il buon Beccaria, lui che ci ha messo in guardia con secoli di anticipo: «Non v'è cosa più pericolosa di quell'assioma comune che bisogna consultare lo spirito della legge. Questo è un argine rotto al torrente delle opinioni».
Siamo tutti giustizialisti
di Massimiliano Lenzi - «La carcere è la semplice custodia d'un cittadino finché sia giudicato reo, e questa custodia essendo essenzialmente penosa, deve durare il minor tempo possibile e dev'essere...