Il gup di Napoli Amalia Primavera ha rigettato la richiesta degli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, che chiedevano di spostare il processo a Roma per incompetenza territoriale della Magistratura partenopea. Il gup ha anche dichiarato inammissibile l’eccezione sollevata dai due legali sulla insindacabilità dell’articolo 68 della Costituzione. Slitta invece all’udienza calendarizzata il 23 ottobre prossimo la decisione sul patteggiamento per l’ex senatore Sergio De Gregorio. I suoi legali avevano chiesto di fissare la pena a un anno e 8 mesi di reclusione, con l’accordo tra la Procura di Napoli e il suo difensore Carlo Fabozzo. Secondo l’accusa, De Gregorio prese soldi, tre milioni di euro di cui due «in nero», da Silvio Berlusconi, con Valter Lavitola a fare da tramite, per passare dall’Idv al Pdl provocando la caduta del governo di Romano Prodi. Pertanto l’ex premier è imputato per l’accusa di corruzione. L’iniziativa di De Gregorio di chiudere la sua partita con la giustizia, dopo aver collaborato rilasciando una serie di dichiarazioni ai pm di Napoli, potrebbe rappresentare un punto a sfavore di Berlusconi in quanto i giudici avrebbero già in mano un’ammissione di responsabilità da parte di uno degli imputati concorde con la tesi della Procura. Intanto l’avvocato Michele Cerabona, difensore con Niccolò Ghedini dell’ex premier Silvio Berlusconi, ha depositato alcuni atti nel corso dell'udienza preliminare. A quanto si apprende, nei documenti è «raccontata» l’attività da senatore di Sergio De Gregorio, ex parlamentare al centro dell'inchiesta. Nei documenti ci sarebbero le attività di voto e di intervento nel corso delle assemblee a Palazzo Madama dell’ex rappresentante dell'Idv poi passato al Pdl nel corso della legislatura che vedeva Romano Prodi presidente del Consiglio dei Ministri. Data la complessità dell’udienza, il gup ha ritenuto rinviare il processo al 16 settembre. L’ex premier era assente, così come lo è stato nella prima udienza, mentre c’era Valter Lavitola, assistito dall’avvocato Gaetano Balice, e ritenuto dalla Procura partenopea il mediatore della presunta opera di corruzione di Berlusconi. Nei giorni scorsi Romano Prodi aveva scritto una lettera a Sergio De Gregorio assicurandogli di non portare rancore per la vicenda che portò alla caduta del suo secondo governo. «Presto- aveva detto De Gregorio - chiederò a Prodi un incontro personale, per completare quell’opera di pulizia interiore che mi ha spinto ad assumere tutte le responsabilità, anche penali, dei comportamenti politici tenuti fra il 2006 ed il 2008, finalizzati a ribaltare il suo Governo».
Respinta la richiesta del Cav, il processo De Gregorio resta a Napoli
Il gup di Napoli Amalia Primavera ha rigettato la richiesta degli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, che chiedevano di spostare il processo a Roma per incompetenza...
