È un’estate particolare, calda e piovosa, quasi tropicale, molto politica ma, improvvisamente, anche nebbiosa. In vista della sentenza sui diritti Mediaset, attesa per il 30 luglio, a turbare la serenità dei giudici, che noi rispettiamo qualunque giudizio possano emettere, ci pensano le cimici. Un fatto senza precedenti per la Cassazione, giudici spiati guarda caso alla vigilia di una sentenza fondamentale non soltanto per il destino umano, politico e imprenditoriale dell’uomo più in vista degli ultimi vent’anni, Silvio Berlusconi. E proprio lui, il Cav, malgrado la difesa tecnica non abbia chiarito se intende rinunciare o meno alla prescrizione, attende con grande serenità che la Cassazione faccia giustizia uniformandosi a decisioni su casi simili in cui ha annullato le precedenti sentenze. Non sappiamo chi abbia interesse a intorbidare le acque ma sappiamo che questo clima ci riporta, in anni retrò che speravamo tramontati, ai tempi bui di altre repubbliche. Di certo è difficile immaginare che l’imputato vada a mettersi nei guai forzando la serenità e la discrezione dei magistrati nei confronti dei quali nutre forti speranze. Così come è inquietante pensare il contrario, ovvero che un avversario politico possa ascoltare le conversazioni di estrema riservatezza che i giudici faranno sicuramente per arrivare al verdetto finale. Nel Paese dei sospetti e delle polpette avvelenate a rincuorarci è la fermezza e la rettitudine del presidente Giorgio Napolitano. «Separare processi e prospettive di governo», ha detto re Giorgio, blindando senza se e senza ma il governo Letta. Perché prima delle cimici c’è l’Italia.
L’estate nebbiosa dentro i Palazzi
di Sarina Biraghi È un’estate particolare, calda e piovosa, quasi tropicale, molto politica ma, improvvisamente, anche nebbiosa. In vista della sentenza sui diritti Mediaset, attesa per il 30...