Politica

Auto blu salve via il taglio alle spese

Favorite le società controllate dallo Stato Nel decreto Fare «rivista» la spending review

Il taglio del 50% delle spese per le auto blu non si applicherà alle società controllate dallo Stato. Con un emendamento al decreto legge del fare, approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera, vengono cambiate le regole fissate con il decreto legge spending review. La norma contenuta nel dl 2012 stabiliva che, a partire da quest'anno, le amministrazioni pubbliche e le società dalle stesse amministrazioni controllate «non possono effettuare spese di ammontare superiore al 50% della spesa sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonchè per l'acquisto di buoni taxi». Con la norma approvata dalle commissioni si stabilisce che la norma contenuta nella spending review «si interpreta nel senso che le previsioni e i termini ivi previsti non si applicano alle società quotate e alle loro controllate». Altra modifica alla spending review è lo slittamento di un anno dei termini concessi a Regioni e comuni per recedere dai contratti di affitto, anche in deroga agli accordi stabiliti da contratto. La proposta di modifica interviene sul decreto legge spending review, e in particolare sul capitolo che stabilisce la «razionalizzazione del patrimonio pubblico e la riduzione dei costi per locazioni passive». La norma contenuta nel dl 2012 consentiva a regioni e gli enti locali di recedere dal contratto, «entro il 31 dicembre 2012, anche in deroga ai termini di preavviso stabiliti dal contratto». L'emendamento approvato dalle commissioni sposta di un anno il termine, portandolo al 31 dicembre 2013. Un altro emendamento consente comunicazioni telematiche più semplici per i soggetti titolari di partita Iva che vogliono comunicare con l'Agenzia delle Entrate. La proposta di modifica stabilisce che a partire dal primo gennaio 2015 i soggetti titolari di partita Iva «possono comunicare in via telematica all'Agenzia delle Entrate i dati analitici delle fatture di acquisto e cessione di beni e servizi, incluse le relative rettifiche in aumento e in diminuzione». Gli stessi soggetti, secondo quanto stabilisce l'emendamento, «trasmettono l'ammontare dei corrispettivi delle operazioni effettuate e non soggette a fatturazione, risultanti dagli appositi registri». Sono esclusi dalla segnalazione i corrispettivi relativi a operazioni, non soggette a fatturazione, effettuate dallo Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e da altri organismi di diritto pubblico. Arrivano anche misure per la semplificazione dei contratti pubblici. La documentazione di idoneità per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture dovrà essere acquisita attraverso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Nel dettaglio, la proposta di modifica stabilisce che «per contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sottoscritti dalle pubbliche amministrazioni» la documentazione «comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario è acquisita esclusivamente attraverso la banca dati» prevista dal decreto legislativo del 2006 sul Codice dei contratti pubblici. La nuova procedura si applicherà a partire da tre mesi successivi alla data di entrata in vigore della provvedimento.

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