Forse è solo una strategia per far passare i propri dubbi per una decisione imposta dall'alto. Matteo Renzi ha sempre avuto qualche perplessità a candidarsi per la segreteria del Pd. E ora sembra aver trovato la scusa giusta per non farlo. "Sono stufo di questo fuoco di sbarramento incomprensibile su ogni cosa che faccio - dice intervistato dalla Stampa -. Se non devo partecipare al congresso lo dicano, ma non strumentalizziamo per vicende del Pd una bimba di sei anni che è stata presa dalle forze speciali". La sua linea rispetto alla tenuta del governo guidato da Letta non cambia ("non voglio farlo cadere") ma auspica che il Pd avvii una riflessione: "Andare avanti con questo clima di guerriglia permanente è davvero incomprensibile. Letta vada in Aula a dire la sua. Non mi metto a fare il capofila di quelli che vogliono le elezioni o il capofila degli altri. Facciamo un punto di forza di questa vicenda, che ora è un punto di debolezza". Quindi un annuncio: "Non credo che continuerò il giro europeo. Sono veramente amareggiato e anche deluso dall'atteggiamento del gruppo dirigente del mio partito che non perde occasione di aprire una polemica con me. Mi fa cadere le braccia un atteggiamento che deriva nel risentimento personale. A guardare i giornali dell'ultima settimana sembra che abbia attentato alla vita del governo almeno quattro volte. C'è un limite a tutto. Mi auguro che qualcuno nel Pd faccia una riflessione".
Renzi: "Stanco di questo Pd"
Il sindaco attacca il gruppo dirigente del suo partito, ribadisce fedeltà al governo guidato da Letta e annuncia: "Non credo continuerò il mio tour europeo"
