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SuperInps va in rosso per le pensioni pubbliche

Rapporto La fusione con l’Inpdap crea un disavanzo di 9 miliardi Il presidente Mastrapasqua: nessun problema per i pagamenti

Le pensioni dei dipendenti pubblici mandano in rosso di 9 miliardi il bilancio del SuperInps, il nuovo istituto nato dalla fusione tra Inps, Inpdap e Enpals. È quanto emerge dal rapporto annuale dell'Inps. Il disavanzo del 2012, nel primo anno di vita del Nuovo Inps, risulta dalla differenza fra 376,896 miliardi di entrate e 385,892 miliardi di uscite. Prima della fusione l'Inps era in avanzo patrimoniale di 41,3 miliardi di euro, mentre l'ex Inpdap aveva un disavanzo di 10,3 miliardi e l'ex Enpals un attivo di 3 miliardi. Il patrimonio netto del nuovo Ente integrato risultava quindi pari a 34 miliardi, per effetto della somma dei due attivi (41,3 e 3 miliardi) e del passivo ex Inpdap (10,3 miliardi). Alla fine dell'esercizio 2012, la situazione patrimoniale ha rilevato un patrimonio netto di 22 miliardi. Il totale delle entrate 2012 del SuperInps ammonta complessivamente a 376,896 miliardi con un aumento del 32,5% rispetto al 2011. Le uscite sono in aumento del 36,3%. Nel 2012, si legge nel rapporto annuale, il Nuovo Inps ha sostenuto complessivamente spese per 385,892 miliardi di euro (le uscite del solo Inps nel 2011 sono state pari a 283,131 miliardi di euro). Le principali voci di uscita sono rappresentate dalla spese per le pensioni (248,3 miliardi) e dalle prestazioni economiche temporanee (48 miliardi). Le spese di funzionamento (al netto delle spese per il personale) ammontano a 1,1 miliardi. Dal rapporto emerge anche che nonostante gli assegni per chi si è ritirato dal lavoro, incidano per il 16% sul pil, quasi la metà degli oltre 15 milioni di pensionati prende meno di 1.000 euro e circa un terzo tra 500 e 1.000 euro. Il 14% degli individui (2,2 milioni) riceve una o più prestazioni per un importo inferiore ai 500 euro mentre il 31% (4,9 milioni) ottiene pensioni comprese tra 500 e 1.000 euro. Un ulteriore 25% di beneficiari (3,9 milioni) percepisce redditi compresi tra 1.000 e 1.500 euro mensili e il restante 30% (4,7 milioni) riceve pensioni di importo mensile superiore a 1.500 euro. Il reddito pensionistico medio mensile è di 1.269 euro (1.518,57 euro per gli uomini e 1.053,35 euro per le donne). Il 73% dei percettori prende una sola pensione per un valore medio mensile di 1.196 euro (media tra 876 euro per le donne e 1.486 euro per gli uomini); il restante 27% cumula due o più pensioni con un reddito medio di 1.468 euro al mese. L'importo medio mensile delle prestazioni previdenziali Inps è di 881 euro, quello delle pensioni ex Inpdap è di 1.725 euro e quello delle pensioni ex Enpals di 1.175 euro. Si fanno sentire gli effetti delle riforme che hanno alzata l’età per uscire dal lavoro. Calano le pensioni di anzianità e vecchiaia (-0,6%) così come quelle di invalidità che registrano una flessione del 6,6%. Gli assegni di vecchiaia e anzianità, in tutto 9,5 milioni, rappresentano il 65% del totale dei trattamenti, per un importo complessivo annuo di 129 miliardi. Seguono 3,8 milioni di pensioni ai superstiti (pari al 26% del totale Ivs) per un totale di 28 miliardi di euro l'anno. Infine, i trattamenti di invalidità previdenziale, circa 1,3 milioni (9%), per una spesa annua di 10,2 miliardi di euro. Un capitolo riguarda gli esodati. Su 65mila, il numero delle pensioni effettivamente liquidate al 10 giugno 2013 ammonta a 11.384. Sull'intera platea dei salvaguardati, hanno finora certificato il diritto 62.000 persone. Nel 2012 sono stati erogati 22,7 miliardi di euro per le prestazioni di sostegno al reddito, tra Cassa integrazione, indennità di disoccupazione e mobilità, per una platea di beneficiari di circa 3,2 milioni. Sul fronte delle indennità di maternità, degli assegni al nucleo familiare e delle indennità di malattia, sono stati spesi oltre 10,4 miliardi. Il presidente dell’Inps Mastrapasqua commentando i dati, ha definito il 2012 «annus horribilis non solo per i numeri della crisi ma sopratutto per la crisi di fiducia». Basta pensare che «in quattro anni di crisi lo Stato ha erogato, tramite l'istituto, 80 miliardi di euro di sussidi per cassa integrazione e disoccupazione». Mastrapasqua ha però rassicurato. «Le pensioni non corrono nessun rischio ne’ per oggi ne’ per domani; sono e saranno sempre e regolarmente pagate. Il sistema è in piena sicurezza». «Non preoccupa» quindi il rosso da quasi 9 miliardi che nel bilancio Inps portano in dote i conti dell'ex Inpdap. Per il presidente, «il sistema previdenziale italiano è in solido e stabile equilibrio». Anche il ministro del Lavoro Giovannini ha assicurato che «il sistema previdenziale è assolutamente in sicurezza» grazie alla riforma. Per il ministro eventuali «aggiustamenti vanno fatti mantenendo intatto l'impianto della riforma».

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