Politica

Federsicurezza: il settore della tutela privata è in emergenza

Leonardo Ventura Il Censis e il Viminale raccontano un'Italia sempre più spaventata. A fronte di una nuova emergenza sicurezza, calano le risorse per le Forze dell'Ordine. Il presidente di...

Il Censis e il Viminale raccontano un'Italia sempre più spaventata. A fronte di una nuova emergenza sicurezza, calano le risorse per le Forze dell'Ordine. Il presidente di Federsicurezza, Luigi Gabriele, lancia un appello al governo di attenzione al settore. «Purtroppo, in quest'Italia che ha sempre più paura cala anche il comparto privato che sarebbe più titolato a dare delle risposte di sicurezza affiancando di fatto l'opera delle forze dell'ordine: il numero delle guardie giurate, che vorrei ricordare operano come incaricati di pubblico servizio, diminuisce infatti del 2% rispetto al 2011. Alcune sono state riciclate come operatori disarmati; altre sono finite per strada, come dimostra l'impennata di cassa integrazione. La crisi del settore è fotografata nel Rapporto Federsicurezza 2013 che presentiamo oggi, e che rispecchia le mancate risposte della politica ad un comparto messo in condizione di non operare bene, e dunque di non poter più contribuire come prima a rendere più sicuri luoghi privati e pubblici. La crisi del settore ne è una conseguenza». In un periodo di crisi economica ogni categoria ha delle richieste, ma le risorse non ci sono… «Ma noi non chiediamo risorse, chiediamo regole certe per ordinare un mercato oggi in crisi anche per le falle del sistema normativo». Ad esempio? «Il problema più urgente riguarda la definizione dei prezzi adeguati per i servizi di vigilanza. Nel concorrere agli appalti ed alle gare per l'aggiudicazione del servizio, le aziende sono costrette al criterio del prezzo più basso. E' un assurdo, per il tipo di risposta che si richiede ad operatori della vigilanza privata. Il Palamento non perda più tempo ed intervenga per ristabilire il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che consenta di valutare altri parametri e non solo quello del prezzo più basso, che ha messo in crisi le aziende serie». Chi sono gli interlocutori istituzionali ai quali vi rivolgete? «Innanzitutto il ministero del Lavoro e dell'Interno. Il Viminale ad esempio dovrebbe circostanziare ulteriormente le attività di esclusiva pertinenza delle guardie giurate ed applicare adeguate sanzioni in caso di inadempienza. Inoltre dare informazioni necessarie alla committenza, soprattutto pubblica, per ristabilire condizioni di qualità degli operatori del mercato. Il Ministero del Lavoro dovrebbe una volta per tutte definire i costi minimi del servizio di vigilanza ». Qual è la situazione sul territorio romano? «Roma, con Milano, detiene lo scettro per la maggiore concentrazione di guardie giurate. Tra il 2011 e il 2012 sono nate varie imprese di sicurezza, anche come colpo di coda della liberalizzazione delle licenze, tuttavia il numero di guardie giurate è rimasto pressoché invariato, mentre il numero degli addetti ai servizi disarmati è calato drasticamente.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.