Il titolo sembra ispirato a «Borotalco» di Carlo Verdone. Quello in cui il regista-attore, alias Sergio Benvenuti, si lancia in racconti incredibili della propria vita ricevendo come risposta commenti tipo «No, Burt no...non lo vojo sentì». Anche Matteo Renzi, l’altra sera, non ha voluto credere alla sue orecchie: Tyson Gay e Asafa Powell positivi all’antidoping e squalificati dai Mondiali di atletica di Mosca? Incredibile. Così il sindaco di Firenze ha subito pubblicato un post sulla propria pagina Facebook. Titolo: «No, anche Gay e Powell. No!!!» Uno sfogo necessario per il rottamatore del Pd che subito premette: «Non è il problema principale del mondo, lo so. E anche in Italia abbiamo questioni più importanti da affrontare». «Ma - aggiunge - da appassionato di sport, da innamorato dell’atletica, dico che il doping di Powell e Gay è una botta terribile alla regina degli sport. Sarò un ingenuo, per carità, ma stamani mi sento come il giorno dopo le vicende di Ben Johnson, per non parlare di Lance Armstrong, la cui storia era troppo bella per essere vera e infatti non lo era. Per me lo sport è una straordinaria metafora della vita. L’idea che si affermi il principio del violare le regole perché così fan tutti mi umilia e mi rattrista. Scusate lo sfogo, buona settimana». Sarà anche uno sfogo improvvisato, ma certo quella frase sul «violare le regole» richiama subito alla mente la battaglia del congresso. Insomma, i suoi sfidanti sono avvertiti. Niente doping.
E su Facebook Matteo commenta le squalifiche di Gay e Powell
Il titolo sembra ispirato a «Borotalco» di Carlo Verdone. Quello in cui il regista-attore, alias Sergio Benvenuti, si lancia in racconti incredibili della propria vita ricevendo come risposta...