Politica

Grillo contro il Pd «Volete salvare il Cav»

Il leader del M5S attacca il ddl sull’incompatibilità Epifani ribatte: giusto cambiare una legge datata

Non si placano le polemiche sul ddl presentato da 25 senatori del Pd per modificare la legge del 1957 sull’ineleggibilità. Dopo gli attacchi del Pdl, con i relatori del provvedimento Luigi Zanda e Massimo Mucchetti accusati di aver disegnato una legge «contra personam», è il turno di Beppe Grillo. Che tuona contro il «Pdmenoelle» colpevole, a suo dire, di voler fare un ennesimo favore al Cavaliere. «Ineleggibile o incompatibile? - è scritto sul blog del leader del MoVimento 5 Stelle - Salvare ancora Berlusconi o dopo vent’anni di inciuci dimostrare di essere qualcosa di più di un ectoplasma politico? Questo è il problema per il pdmenoelle. Se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi dell’opinione pubblica, i sassi e i dardi della propria sepolta coscienza, o buttar fuori dal Parlamento un evasore ineleggibile. Tale dilemma non esiste.Tra "Essere e non essere" il pdmenoelle ha sempre scelto, in nome di comuni interessi, di "Non essere"». «I parlamentari pdmenoellini Luigi Zanda e Massimo Mucchetti - continua Grillo - hanno presentato un ddl per modificare la legge 361 del 1957 sulla ineleggibilità per i casi di conflitto di interesse sostituendola con il principio di incompatibilità. Berlusconi avrà quindi un anno per scegliere fra le sue aziende o la politica. Nel frattempo potrà rimanere tranquillamente in Parlamento invece di esserne cacciato. Senatore tra i senatori». «Il provvedimento - spiega ancora il comico - è stato reso necessario, improrogabile, dalla richiesta del M5S di dichiarare ineleggibile Berlusconi a norma di legge. Una legge mai fatta applicare dai governi del pdmenoelle dall’ingresso in Parlamento di Berlusconi, chissà perché». «Per gli amici del giaguaro, quelli che dovevano smacchiarlo, le leggi che lo riguardano non si applicano e, se si è costretti a farlo, si cambiano» la conclusione del post. A stretto giro arriva la risposta a Grillo del segretario dei Democratici Guglielmo Epifani: «Il disegno di legge Mucchetti-Zanda è stato presentato un mese fa - sostiene l’ex sindacalista - c’è stata un’intervista su un giornale, un fondo in un altro con grandi apprezzamenti. Improvvisamente viene tirato fuori e visto come qualcosa che aiuta a Berlusconi. Non serve a questo scopo, ma ad avere anche in Italia una legge di carattere europeo, su un conflitto di interessi moderno visto che quella abbiamo è una legge di 50 anni fa ed è sostanzialmente molto datata». Parole che, però, sortiscono l’effetto contrario a quello sperato. Infatti, il segretario viene attaccato sia dal Pdl che da alcuni esponenti dello stesso Pd. A dimostrare come tra i Democratici ormai sia sempre più difficile trovare una sintesi su qualsiasi faccenda. «Emergenza è la situazione di crisi delle famiglie e delle imprese, non Berlusconi. Il Pd recuperi iniziativa politica e schiena dritta» chiede su Twitter il deputato renziano Angelo Rughetti. Critiche che, però, il segretario prova a liquidare con una mancata comprensione del provvedimento. Prima non manca di tirare una stoccata a Laura Puppato: «Ho visto una senatrice che dice che non sapeva nulla, strano perché metà del suo gruppo ha firmato il ddl». Poi ridimensioni il dissenso di Civati: «Ci ho parlato e gli ho spiegato che è una legge buona e positiva, non una legge che aiuta qualcuno». A replicare direttamente al MoVimento 5 Stelle è invece Vannino Chiti, tra i 25 firmatari del ddl: «L’unico orientamento che muove Grillo - attacca l’ex ds - è la provocazione e la lotta al Pd. Così da sempre: dalla campagna elettorale al no al governo Bersani, passando per le espulsioni di chi voleva un rapporto con noi». «Se Grillo si impegnasse con serietà in politica anziché fare il guastatore - conclude il senatore Democratico - dovrebbe chiedersi perché non è stato il M5S a presentare una legge moderna su ineleggibilità e incompatibilità». Resta scoperto il fronte di destra. Gli attacchi del Pdl, infatti, non si fanno attendere: «Nella sua malriuscita difesa d’ufficio del ddl Zanda-Mucchetti, Epifani non si preoccupa di rassicurare Berlusconi - evidenzia il senatore Andrea Mandelli - bensì si impegna a non apparire minimamente condiscendente e a smentire categoricamente che il Pd possa mai volerlo aiutare. La cifra di ciò che sta accadendo nella sinistra, purtroppo, è tutta qui». Il segretario Pd ancora una volta non ci sta e prova a capovolgere il quadro puntando sulle spaccature nel Pdl, a suo avviso molto più rischiose per la vita del governo: «Abbiamo assistito in Parlamento a tanti assalti - dice - alcuni anche sguaiati, che sono arrivati dall'altra parte politica dove si confondono le prerogative parlamentari con le decisioni della Cassazione. Questo la dice molto su quella che è la cultura istituzionale contro cui dobbiamo combattere».

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