Politica

Ciocchetti si avvicina al Pdl e fonda «Idee popolari»

Adesso è ufficiale: Luciano Ciocchetti lascia l’Udc e fa un ulteriore passo verso Silvio Berlusconi. L’ex vicepresidente della Regione Lazio - che ha eletto alla Pisana Pietro Sbardella nella lista...

Adesso è ufficiale: Luciano Ciocchetti lascia l’Udc e fa un ulteriore passo verso Silvio Berlusconi. L’ex vicepresidente della Regione Lazio - che ha eletto alla Pisana Pietro Sbardella nella lista Bongiorno e in Campidoglio Ignazio Cozzoli nella civica Cittadini X Roma a sostegno di Gianni Alemanno - decide di dar vita a un nuovo soggetto politico - «Idee popolari» - con l’obiettivo di radunare i moderati: sia i delusi di Pd e Pdl sia nuovi transfughi dell’Udc. Punto fermo di «Idee popolari» è l’appartenenza al centrodestra italiano, in contrasto con la politica dell’«alternanza delle alleanze che ha caratterizzato l’Udc nella sua storia e che consideriamo ormai inaccettabile». Ciocchetti, lancia la sua idea politica dal Divino Amore, nel corso di un convegno partecipano i suoi fedelissimi e vari rappresentanti del mondo politico di centrodestra, sottolinea che il nuovo soggetto politico ha intenzione di intraprendere un percorso «verso la costituzione di un partito nazionale che non potrà che stare nel perimetro del centrodestra». L’obiettivo è la «costruzione di un campo popolare alternativo al campo socialista», che metta fine allo «zig zag nelle alleanze ci ha fatto perdere credibilità». «Idee popolari si colloca nel perimetro del centrodestra e lavorerà per portare radicamento territoriale, democrazia e partecipazione, rappresentando le istanze popolari - aggiunge Ciocchetti - Dobbiamo uscire senza ambiguità dall’Udc, che è morto senza più speranze, e lavorare alla costruzione di questo nuovo progetto politico». Sull’Udc, del quale si dichiara ormai un ex, Ciocchetti sostiene che siano stati «Casini e Cesa a mettere in liquidazione il partito: hanno dimenticato la storia della Dc e hanno fatto l’errore di portare avanti una politica dell’alternanza nelle alleanze». Ora, «bisogna avere idee e coraggio di volare alto». «No ad alleanze una volta a destra e una volta a sinistra. No ad una linea secondo come ci si sveglia la mattina». «Dopo la sconfitta di un progetto di centro autonomo, abbiamo deciso di dire basta, per rispetto del nostro elettorato, all’atteggiamento incoerente e ondivago portato avanti a livello periferico negli ultimi cinque anni dall’Udc. Noi abbiamo deciso di fare una rottura netta, in maniera intelligente, non passando da un partito all’altro, e di costruire un polo di attrazione dei moderati». Tra i punti salienti del programma famiglia, lavoro, imprese. «Idee popolari» ha come simbolo una croce bianca con sotto una fascia tricolore su sfondo azzurro. Sostegno e apprezzamento dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, dal deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli e dal deputato e coordinatore romano del Pdl Gianni Sammarco.

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