Ma veramente i problemi dell'Italia sono la disputa all'interno del Pd, lo sforzo del Pdl di trasformarsi in Forza Italia, la ricerca degli esponenti dell'ex An di trovare casa? Se fosse così potremmo tirare un sospiro di sollievo. In fondo a chi interessa se i Democratici si spaccano, se il Pdl non trova un successore del leader assoluto e i fedelissimi sperano veramente che possa guidare la baracca fino a 120 anni? Sono cose che interessano i politici. Ci dovrebbero preoccupare altre cose: l'economia ristagna, le aziende chiudono, i disoccupati aumentano, le agenzie internazionali ci bocciano ancora. Il pessimismo aumenta e moltiplica gli effetti della crisi. Del resto uno Stato che ha spese per 800 miliardi l'anno se non riesce a trovare 8 o 10 miliardi per togliere l'Imu sulla prima casa o evitare l'aumento dell'Iva non se la passa proprio bene. Perché lo sanno tutti, dagli economisti ai cittadini senza titoli accademici, che i soldi vanno trovati operando un radicale taglio della spesa pubblica e una efficace potatura della burocrazia paralizzante e inutile. Ma c'è un mare di difficoltà, di omissioni, di coperture, di meccanismi sofisticati e diabolici che rendono difficile intervenire. Prendiamo il pubblico impiego, da anni c'è il blocco delle assunzioni, ma sappiamo con certezza quanti lavorano nella macchina pubblica? Forse è difficile saperlo perché c'è una marea di precari che non sono assunti direttamente dall'amministrazione, ma passano attraverso altre società, cooperative ecc. Forse sarebbe più conveniente assumere direttamente i precari necessari che disperdere un mare di denaro in mille rivoli. Ma tagliare significa toccare privilegi e clientele. Inoltre quanti sono i costosi incarichi e consulenze in comuni, Regioni e ministeri riservati a dirigenti o professionisti? Quanto ci costano? Siamo certi che se si facesse piazza pulita si paralizzerebbe qualcosa? Forse solo qualche conto in banca. Di sicuro si risparmierebbero cifre consistenti. E quanto costa la burocrazia paralizzante, quella che ostacola permessi, autorizzazioni? C'è chi dice perfino 30 miliardi l'anno. Sicuramente favorisce la fuga delle aziende italiane che vanno dove è tutto più semplice. E in Italia arrivano invece imprenditori stranieri non per investire ma per fare la spesa prendendosi i nostri marchi più prestigiosi. Le grandi forze politiche del Paese non dovrebbero pensare a questo? Ora che collaborano non potrebbero avere quella forza riformatrice che fin qui è mancata? Certo che potrebbero. Perché tagliare la spesa, snellire la burocrazia non è di Destra e nemmeno di Sinistra. È solo buonsenso. Invece. Il Pd non riesce a guarire dalla vocazione al suicidio. Ha un esponente come Renzi che tutti concordano potrebbe portare quel partito alla vittoria. Ma i notabili non ci stanno, allora lo fermano, lo contestano e sperano di logorarlo. Ci riusciranno forse, saranno felici anche se poi alle elezioni saranno sconfitti. In fondo l'interesse prioritario sembra quello di risolvere le faide interne. E nel Pdl la grande speranza di trasformazione del Paese, il sogno di Berlusconi del '94 , che fine hanno fatto? Adesso lo sforzo comune è quello di giurare fedeltà 24 ore al giorno al Cavaliere. Del resto solo lui può tenere unito il partito. Non c'è all'orizzonte un leader di ricambio e si capisce bene che dietro la forte reazione all'ipotesi di una condanna del capo indiscusso c'è la preoccupazione per un possibile sfaldamento. Del resto quando Berlusconi si dimise nell'autunno del 2011 sembrò lasciare la strada aperta per far crescere un successore. Il Pdl precipitò a livelli bassissimi di consenso, tra dispute, abbandoni e polemiche. Fu solo grazie al suo ritorno che i consensi sono tornati per garantire almeno un ruolo decisivo nel Parlamento. Senza Berlusconi che Pdl sarebbe? Può il destino di una forza politica tanto rappresentativa essere legato a un solo uomo? Sicuramente no. Così tra un partito che cerca di fare quadrato per garantire il solo leader possibile, e un altro che gioca alla guerra, c'è l'Italia. Sarebbe bello se per un periodo limitato Pd e Pdl pensassero al Paese. Per contarci alle elezioni c'è sempre tempo. Per fare scelte importanti invece no. E insieme possono garantire all'Italia un futuro.
Tagliare le spese? Solo buonsenso
di Giuseppe Sanzotta - Ma veramente i problemi dell'Italia sono la disputa all'interno del Pd, lo sforzo del Pdl di trasformarsi in Forza Italia, la ricerca degli esponenti dell'ex An di trovare...