Politica

Stop discriminazioni Pari diritti ai figli

Il decreto abolisce la distinzione tra naturali e legittimi. Letta: mai più bimbi di serie B

Il Consiglio del ministri ha approvato il decreto legislativo in materia di filiazione che elimina qualsiasi forma di discriminazione tra figli legittimi e naturali, ossia nati fuori dal matrimonio. «Scompare la distinzione tra le diverse categorie di figli, non ci sono più figli di serie A e serie B, sparisce l'aggettivo accanto alla parola figli, una grande segno di civiltà», ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, saluta come un fatto «molto positivo» la decisione dell'esecutivo di «riconoscere ai bambini un diritto importante, fino ad ora negato». «I bambini - sottolinea Palma - hanno diritto al pieno riconoscimento, senza alcuna differenza. Le disuguaglianze hanno inevitabili ripercussioni dal punto di vista psicologico - conclude Palma - Se i figli non sono tutti uguali anche dal punto di vista educativo può esserci un trattamento differenziato, con ovvie implicazioni negative». Per il sociologo Franco Ferrarotti, il decreto rappresenta «un tentativo di adeguare la norma scritta all'esperienza vissuta. I diritti positivi sono in ritardo rispetto alla sensibilità e alle esigenze della vita sociale. La cultura italiana è tipicamente familio-centrica ed è stata sempre un po’ riluttante a modificare i ruoli tradizionali», il prossimo passo sarà «il riconoscimento pieno della famiglia unipersonale». «Finalmente i decreti attuativi di un provvedimento storico promosso dal governo Berlusconi che ha cancellato la disumana e inaccettabile discriminazione fra figli naturali e legittimi» spiega soddisfatta la senatrice del Pdl Elisabetta Alberti Casellati, ex sottosegretario alla Giustizia. «Togliere dal Codice civile qualunque aggettivazione alla parola figli è un modo per dire che serve e che vogliamo più famiglia» commenta il parlamentare dell’Udc Paola Binetti. «L'eliminazione delle discriminazioni tra i cosiddetti figli nati dentro o fuori del matrimoni restituisce ad ogni figlio la dignità di figlio e di fratello. La nuova legge avrà molti effetti positivi, non solo sul piano economico: pari diritti ereditari, ma anche sul piano affettivo perchè permetterà a tutti i bambini di godere in ugual misura della cura e delle attenzione dei nonni e degli zii». Secondo Binetti è un primo passo in attesa di «politiche familiari più serie e più giuste per offrire alle famiglie tutte le risorse di cui hanno bisogno per svolgere in modo soddisfacente il loro compito di genitori». E sottolinea ce «ai nuovi diritti però corrispondono anche nuovi doveri: il compito di prendersi cura dei propri genitori in momenti di difficoltà, perchè anziani o malati, tocca in ugual misura a tutti i figli». Per Finocchiaro «si raccoglie finalmente il frutto di un lungo lavoro di semina, anche culturale, per equiparare i figli naturali e i figli legittimi. Non siamo di fronte soltanto a un decreto legislativo, ma a un provvedimento che fa giustizia e registra finalmente i profondi cambiamenti del concetto stesso di famiglia, già in atto da tempo nella nostra società». Per il Consiglio Nazionale del Notariato «si tratta di una scelta di civiltà e progresso per il Paese che porterà concreta parità all'interno delle famiglie tenendo conto di una realtà sociale che nel tempo ha visto sempre più spesso, accanto alla famiglia tradizionale, situazioni familiari più articolate. La legge del 2012 e il provvedimento rendono effettiva la parificazione tra quelli che prima erano chiamati figli legittimi e naturali e che oggi sono chiamati semplicemente tutti figli».

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