Nessuna grazia per Berlusconi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gela il Cavaliere, il Pdl e quanti auspicavano un intervento del Colle per salvare, in caso di condanna, il leader del centrodestra dalla persecuzione giudiziaria. Le «speculazioni» su un’eventuale grazia a Silvio Berlusconi, ipotizzata dal quotidiano Libero , «sono un segno di analfabetismo e sguaiatezza istituzionale», chiariscono ambienti del Quirinale. Tali speculazioni «danno il senso di un’assoluta irresponsabilità politica che può soltanto avvelenare il clima della vita pubblica». L’ipotesi che il Capo dello Stato potrebbe valutare di concedere la grazia a Silvio Berlusconi «è una delle abituali provocazioni di certi giornali che per la loro sguaiatezza e rozzezza dal punto di vista istituzionale non meritano alcuna attenzione e alcun commento». Poco più tardi, a fronte dell’insistenza di Libero , il presidente della Repubblica chiarisce ancora meglio il concetto: «Si smentisce nel modo più assoluto che ci siano sulla scrivania del presidente pratiche immaginarie come quella descritta». E il diretto interessato? Oggi volera a Sochi, città nel sud della Russia sul Mar Nero per tracorrere il week-end con l’amico Vladimir Putin. Un viaggio che si sarebbe dovuto tenere già gli scorsi 25 e 26 maggio, salvo poi essere rinviato. La linea del Cavaliere, per il momento, non cambia: nessun attentato alla vita del governo. Falchi tacitati, linea della responsabilità ribadita. «Ci mancherebbe altro che data l’attuale situazione del Paese non avessimo un governo che lavora, quindi sostegno leale a questo governo e stimolo a che faccia ciò che serve e che viene richiesto dai protagonisti dell’economia e che possa incentivare i consumi e la produzione», dice Silvio Berlusconi, l’altra notte, al termine di una cena in un ristorante del centro di Roma, dove si è intrattenuto con alcuni commensali, come riportato dalle telecamere di Agorà su Rai tre. Nessuna interferenza, quindi, tra le vicende giudiziarie del Cavaliere e la tenuta dell’esecutivo guidato da Enrico Letta. «Sono cose diverse e anche gravi, ma in questo momento non credo si debba fare qualche cosa che derivi da quelle vicende che possa influire sul governo», ribadisce Berlusconi. È fiducioso sulle decisioni della Cassazione? «Io sono sereno perché credo che leggendo le carte non ci possa essere che una mia assoluzione piena», dice poi il Cavaliere in merito al giudizio davanti alla Suprema Corte sul processo Mediaset. E sulle reazioni del Pdl, spiega: «Capisco che ci siano preoccupazioni che possano agitare qualcuno, ma l’input che ho dato in maniera molto chiara è di concentrarsi sull’interesse del Paese e rendere questa alleanza, che io continuo a chiamare pacificazione con la sinistra, qualcosa di storico e addirittura epocale dopo tanti anni di guerra fredda». Ma cosa accadrebbe se in Cassazione Berlusconi dovesse essere condannato? «Non sono solito esercitare la mia mente su fatti che ritengo non probabili», risponde il leader del Pdl, che sulla rinascita di Forza Italia dice: «Non è un ritorno al passato ma l’intenzione di rivolgersi a tanti italiani con la discesa in campo di forze nuove che si aggiungono a quelle che già esistono e che rendano il nostro movimento ancor più forte e con una base elettorale ancor più consistente». Sulla tenuta del governo, in ogni caso, il Pdl resta spaccato. Il ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo ribadisce in un’intervista al Corriere della Sera : «Questo governo dopo il 30 luglio, deve andare avanti in qualsiasi caso. Spero che i giudici aiutino la pacificazione». Il ministro esprime «stima» per la Santanchè ma ribadisce quanto già dichiarato nei giorni scorsi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «La sua linea è sempre stata minoritaria tra di noi». Laura Ravetto però ammonisce chiunque a non pensare di «costruirsi una carriera scissa da Berlusconi». Quanto alla polemica tra le ministre De Girolamo e Lorenzin nei confronti degli atteggiamenti della Santanchè, commenta: «Daniela non è né maggioritaria né minoritaria nel Pdl». Parlando a Libero , il capogruppo alla Camera Renato Brunetta non è pronto a giurare sulla tenuta del governo in caso di condanna di Berlusconi. Pur essendo convinto dell’assoluzione del Cavaliere, Brunetta dice che se fosse condannato «non avremmo esitazioni a chiedere le elezioni se l’Italia non fosse più governabile. E se fosse arrestato colui che da quasi vent’anni è il leader della coalizione di centrodestra, il Paese subirebbe una ferita insanabile. Se ci fosse un fatto traumatico, per noi sarebbe inaccettabile. E le elezioni sarebbero l’unica risposta». «Ho visto Berlusconi giovedì e ha tenuto a distinguere la sua posizione personale dal governo, ribadendo il sostegno convinto all’azione del governo. Noi siamo convinti che alla fine la verità prevarrà e quindi non ci sarà nessuna cosa di cui preoccuparsi, una condanna è una ipotesi irreale», dice la Lorenzin.
Il Quirinale gela il Cav «Nessuna grazia»
Berlusconi raggiunge Putin in Russia e assicura «Il governo non rischia, ma verrò assolto»
