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Silvio spera: il collegio della Cassazione non è «ostile»

Tra i motivi che hanno spinto Silvio Berlusconi ad abbassare i toni contro il governo c’è anche la convinzione che, il prossimo 30 luglio, quando i giudici della Cassazione esamineranno il suo...

Tra i motivi che hanno spinto Silvio Berlusconi ad abbassare i toni contro il governo c’è anche la convinzione che, il prossimo 30 luglio, quando i giudici della Cassazione esamineranno il suo ricorso la decisione non potrà che essere l’assoluzione. Un’idea che, oltre alla continua manifestazione di innocenza che il Cav fa con tutti i fedelissimi, deriva anche dalla composizione del collegio giudicante che a fine mese dovrà pronunciare la parola conclusiva sulla vicenda Mediaset. Nella «squadra», infatti, non ci sarebbe neanche una «toga rossa». Anzi, i cinque giudici avrebbero tutti dei «pedigree» di stampo conservatore. Il collegio giudicante verrà presieduto da Antonio Esposito, presidente titolare della Seconda sezione penale. Il relatore sarà il consigliere della Terza sezione penale, Amedeo Franco (è relatore di altre due cause minori in quella giornata). Nel collegio anche Claudio D'Isa (proviene dalla Quarta sezione penale), Ercole Aprile (Sesta penale) e Giuseppe De Marzo (proviene dal civile). La pubblica accusa è affidata al 58enne sassarese sostituto procuratore, Antonello Mura, autore di un saggio, scritto a quattro mani con l’ex presidente dell’Anm Antonio Patrono, sulle distorsioni della giustizia italiana messa a confronto con quella degli Usa. Inoltre, è un uomo di punta di Magistratura Indipendente, la corrente di centrodestra delle toghe. Il relatore Amedeo Franco, fa parte di quella III sezione penale che ha già salvato Berlusconi in passato, prosciogliendolo dall’accusa di frode fiscale nel processo Mediatrade. Non dovrebbe essere ostile neanche il presidente del collegio, Antonio Esposito. Che è il padre di Ferdinando Esposito, pm milanese conosciuto dal grande pubblico per le sue cene con Nicole Minetti. Circostanza che ha anche spinto il Consiglio superiore della magistratura ad aprire un fascicolo, visto che l’ex consigliera regionale della Lombardia era in quel momento anche un’imputata nel processo Ruby 2. Insomma, tra assoluzione e condanna potrebbero esserci anche molte sfumature intermedie. Specie da un collegio non pregiudizionalmente anti-Cav.

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