Nubi tempestose si addensano sull’Italia. Nel cielo e nella politica. Causate dal surriscaldamento: del globo e della politica. Sulle prime c’è poco da fare, almeno a breve termine; sulle seconde forse qualcosa si può fare. La tensione dei partiti si sta scaricando sulle speranze di ripresa del Paese. Nel Pd la ricerca di un leader sta mandando in fibrillazione il partito e con esso le istituzioni: basti pensare agli attacchi che arrivano al Governo, al procedimento di revisione, alla commissione di esperti. Nel Pdl il rischio di perdere un leader che esiste sta mandando in fibrillazione il partito e con esso le istituzioni: basti pensare agli attacchi che arrivano al Governo, al procedimento di revisione, alla commissione di esperti. Scelta civica non trova una sua collocazione e un suo modo di essere. Il MoVimento 5Stelle, che pure un leader lo ha, non è riuscito ad un uscire dal magma del suo carattere di movimento e oscilla tra speranze di alleanze, rischi di fratture e di contestazioni globali. Qualunque scelta di rottura oggi è irresponsabile, ma molti - nella politica, nell'economia, nell'opinione pubblica - soffiano sul fuoco. Scelta che non porterebbe da nessuna parte: i partiti esistenti si frantumerebbero in mille palline come il mercurio dei vecchi termometri, nessuno vincerebbe; e si ricomincerebbe da capo, ma dopo aver perso un anno. E non ce lo possiamo permettere. E allora bisogna proseguire sulla strada individuata quando è stato rieletto Napolitano e finora coraggiosamente perseguita: governo di larghe alleanze in cui tutti rinunziano a qualcosa della propria identità; diversa e più fronte presenza in Europa; misure per il rilancio dell'economia; percorso di riforme costituzionali (necessarie e, in realtà, in larga misura condivise); approvazione delle riforme a fine 2014; voto a inizi 2015 con istituzioni rinnovate (non stravolte) e nuova legge elettorale (approvarla prima non serve a nulla se rimane in piedi il bicameralismo, giacché rimarrebbe alto il rischio che nessuno vinca). Altrimenti è il Paese che ci perde.
Con la rottura unico sconfitto sarebbe il Paese
di Beniamino CaravitaNubi tempestose si addensano sull’Italia. Nel cielo e nella politica. Causate dal surriscaldamento: del globo e della politica. Sulle prime c’è poco da fare, almeno a breve...