Stasera vedrà i presidenti di Camera e Senato a cena. Con loro i presidenti di tutte le commissioni di Montecitorio e Palazzo Madama. Un incontro, non uno «scontro», perché, spiega Giorgio Squinzi, la «sua» Confindustria «non urla, dialoga». L’appuntamento con Boldrini e Grasso e tutti gli altri è alle 20, nella foresteria di Confindustria a Via Veneto. Ieri il numero di viale dell’Astronomia ha inviato messaggi chiari al governo e alle forze politiche. Uno su tutti: «So che c’è un dibattito in corso, noi la nostra idea l’abbiamo già esplicitata. Ancora prima di Imu e Iva ci sono due interventi più urgenti da fare, che sono il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione e il cuneo fiscale del lavoro». Parole cui si è aggiunta un’analisi non certo rosea del futuro dell’Italia. «Aggrapparsi a un precario presente in attesa del ritorno del passato - ha detto intervenendo all’assemblea dell’Unione industriale di Torino - è un comportamento suicida. Nulla sarà come prima. Se il Paese non affronterà il mondo nuovo con una nuova mentalità e una cultura adeguate, ne uscirà più debole, più povero, più provinciale: marginale in tutti i sensi». Insomma Squinzi è tutt’altro che ottimista: «Non posso essere ottimista per definizione. L’ottimismo deve coniugarsi con il realismo. Proprio perché vivo la manifattura italiana, so che la luce vera e stabile è ancora lontana, anche se sicuramente alla nostra portata». «L’economia internazionale ha svoltato - ha proseguito -, una svolta che sentiremo anche in Europa, verso la fine dell’anno secondo le nostre previsioni. Ma questi segnali non bastano. Serve la capacità di ricreare occupazione». «In questi due mesi del governo Letta alcuni risultati, anche se ancora timidi li abbiamo visti ed apprezzati - ha aggiunto -. Il decreto del fare, il provvedimento sul lavoro, la semplificazione, la nuova Sabatini sono buoni segnali, non risolutivi ma da incoraggiare. Ora occorre uno scatto d’orgoglio di proposta. Crediamo che il semestre europeo italiano, nel 2014 debba essere consacrato all’obiettivo di ritrovare il 20% del Pil prodotto dall’industria». Un ultimo pensiero per l’ad di Fiat Sergio Marchionne, presente in platea: «Il rapporto personale è ottimo però in questo momento non stiamo assolutamente parlando di alcun rientro». E il numero uno del Lingotto contraccambia: «Il presidente Squinzi ha fatto un bellissimo discorso».
Stasera Squinzi a cena con Grasso e la Boldrini
Stasera vedrà i presidenti di Camera e Senato a cena. Con loro i presidenti di tutte le commissioni di Montecitorio e Palazzo Madama. Un incontro, non uno «scontro», perché, spiega Giorgio Squinzi,...
