Politica

Monti blinda Letta e pensa all’Ue

L’ex premier: «Ora un accordo con i partiti che renda il governo più forte» Poi bacchetta il «Corriere»: «Non esce dai meandri della prima Repubblica»

«Domenica 30 giugno ho scritto che, secondo Scelta Civica, "il Governo Letta deve e può proporsi come orizzonte l'intero quinquennio della legislatura". La coalizione che lo sostiene è però "affetta da crescente ambiguità", sia perché i due maggiori partiti (Pd e Pdl) hanno in questa fase, al loro interno, questioni di leadership e di linee politiche contrastanti, sia perché si ha l'impressione che una parte del Pdl, pur appoggiando il governo, lo intenda sostanzialmente come un taxi, da usare per la consegna celere, a carico dello Stato, di ciò che il partito aveva promesso in campagna elettorale». L’ha scritto ieri il senatore Mario Monti, presidente di Scelta Civica, sulla sua pagina Facebook. «Il contenuto della mia nota e il suo titolo ("Al Governo serve un contratto di coalizione. Mettere l'esecutivo al riparo dalle possibili insidie provenienti dai travagli dei partiti")- prosegue Monti- indicavano chiaramente il nostro intento: dare maggiore "solidità" e slancio riformatore al Governo». Poche ore dopo, i capigruppo di Scelta Civica al Senato, Gianluca Susta, e alla Camera dei Deputati, Lorenzo Dellai, scrivevano al presidente del Consiglio per sollecitare un incontro ad hoc della maggioranza. Vorrei fare, a questo punto, due osservazioni, una sulla sostanza di questa iniziativa politica di Scelta Civica, l'altra sul modo in cui alcuni commentatori l'hanno presentata ai loro lettori». Monti continua il suo racconto: «Sul piano della sostanza, tutto è stato lineare e positivo - sottolinea - il presidente Letta ha accolto la nostra sollecitazione convocando la riunione con una tempestività che ho molto apprezzato. Essa ha avuto luogo giovedì (4 luglio). A giudizio di tutti ha apportato al Governo una prospettiva di lavoro più concreta e più orientata al medio termine. Sono state decise modalità per la definizione di un accordo di coalizione, più articolato e specifico delle dichiarazioni programmatiche presentate alle Camere il 29 aprile. Inoltre, rappresentanti dei partiti della maggioranza lavoreranno fin d'ora con il Governo per mettere a punto il programma per la presidenza italiana dell'Unione Europea (secondo semestre 2014)». Insomma, prosegue l’ex presidente del Consiglio, «siamo lieti che l'iniziativa di Scelta Civica abbia avuto un riscontro immediato e costruttivo. Questo ci incoraggia a contribuire con energia e con le nostre competenze ai lavori del Governo e della maggioranza. Effettueremo anche un monitoraggio attento sull'attuazione da parte del Governo di quanto si è convenuto nella riunione. Che la nostra iniziativa non intendesse destabilizzare o indebolire l'esecutivo, né servire la "ragione di partito", ci pare sia ampiamente dimostrato dal fatto che non abbiamo usato l'incontro di maggioranza per imporre (e subito rilanciare all'esterno) veti o ultimatum al Governo, ma per concordare una gestione ordinata di questa delicat a fase politica». Monti precisa ancora: «Nondimeno rimaniamo pienamente consapevoli che dal piano del metodo occorre rapidamente passare a quello del merito e che da una gestione più efficiente dei rapporti all'interno della maggioranza sia necessario giungere, forti di una rinnovata coesione, a politiche efficaci e non demagogiche sul fronte dell'occupazione, dell'equità fiscale e della crescita. Nelle scorse settimane Scelta Civica ha presentato proposte dettagliate al Presidente del Consiglio per interventi urgenti, fattibili e a costo zero. Saremo vigili e coscienti che i problemi non possono considerarsi risolti. Se e quando necessario, non esiteremo a denunciare le ambiguità sopra paventate». Poi ricorda che «nel caso, modesto, della nostra iniziativa, il suo oggetto e il suo scopo sono stati colti immediatamente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano («Faccio molta fatica a prestare al professor Monti un volto minaccioso. Penso che voglia giocare un ruolo di stimolo nei confronti del Governo»); dal Presidente del Consiglio, che ha subito risposto costruttivamente convocando l'apposita riunione; e anche da molti organi di stampa, tra cui The Economist (2 luglio) che ha colto e apprezzato l'incitamento ad un accordo di coalizione». Il riferimento fatto da Monti alla stampa, invece, riguarda il «Corriere della Sera» che, dice l’ex premier, «cito non solo per la sua tradizionale autorevolezza, ma soprattutto perché è ritenuto espressione di quella parte della società italiana che è più attenta alla concretezza, più esigente verso la politica, più insofferente alle manovre e al linguaggio del "politichese"». È ai commentatori di via Solferino che Monti si riferisce definendoli «formatisi nei meandri della prima e della seconda repubblica, habitat dal quale non riescono ad uscire mentalmente benché ne invochino di continuo il superamento».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.