Il Paese non si piega. Lo ha detto il presidente Napolitano all’evento di avvio della promozione di Expo 2015 a Milano. L’Italia, però, potrebbe spezzarsi ancor di più tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri, tra lavoratori e disoccupati, tra proprietari di villini e affittuari a vita, tra speranzosi e disillusi. Papa Francesco, che oggi consolerà con il suo messaggio anche gli immigrati, incita i giovani ad avere coraggio, invita le folle a non perdere la speranza. Abbiamo creduto fermamente nel governo di larghe intese, l’unico possibile, ma non possiamo credere che non riesca a concretizzare il suo programma politico, a farlo in tempi rapidi, a realizzarlo. Siamo stanchi di rinvii: di ogni decisione si riparlerà fra tre, sei, otto mesi. Siamo stanchi di incertezze. Il premier Letta, per il suo governo di servizio, aveva preventivato un «tagliando» dopo 18 mesi. La scadenza è più vicina di quanto si creda, gli impegni presi ancora in alto mare. A cominciare dall’Imu. Palazzo Chigi smentisce l’ipotesi di una stangata Imu per i proprietari di villini ma intanto il ministro dell’economia Saccomanni cerca la copertura della mancata entrata prima della pausa estiva (se temporali e trombe d’aria faranno mai arrivare l’estate). E così mentre i saggi preparano un «ventaglio» di ipotesi per la riforma costituzionale, i tecnici ministeriali studiano una «pluralità» di soluzioni. Sta diventando stucchevole vedere e sentire gli esponenti di questa maggioranza, strana, ça va sans dire , stuzzicarsi e rimbeccarsi sulla riforma della tassazione degli immobili, così come sulla riforma strutturale dell’Iva. Il governo tecnico ci ha lasciato in eredità un dolorosa spending review che andrebbe rivista non certo con nuove manovrine o stangatine ma con quei tagli scientifici di antica memoria da fare in un solo settore: la spesa pubblica. Ridurre si può, se si vuole. Lasciamo in pace i Beni Culturali, che dovrebbero essere il fiore all’occhiello del Belpaese, da valorizzare e sfruttare, ma si riducano spese inutili, viaggi, auto, rimborsi, a cominciare da quelli che i partiti non intendono mollare facendosi scudo addirittura della «democrazia». Non parliamo di etica, ma di correttezza e buonsenso mentre il Paese annaspa.
Non solo Imu Soluzioni per sperare
di Sarina BiraghiIl Paese non si piega. Lo ha detto il presidente Napolitano all’evento di avvio della promozione di Expo 2015 a Milano. L’Italia, però, potrebbe spezzarsi ancor di più tra Nord e...