Non ci sarà nessuna stangata sui villini. La smentita di palazzo Chigi arriva dopo una mattinata di polemiche infuocate con il Pdl partito all’attacco del «partito di Repubblica» che come dice il capogruppo Brunetta «vuole far saltare il governo Letta diffondendo notizie false». Il ministero dell’Economia continua a mantenere il silenzio ma Saccomanni dovrebbe scoprire le carte mercoledì prossimo, quando in sede di «cabina di regia» esporrà le linee guida di riforma della tassazione degli immobili all'interno delle quali ci sarà la questione dell’Imu. Il nodo è sempre quello della copertura. Togliere l’imposta sulla prima casa significa trovare un gettito alternativo pari a 4 miliardi. Alla cabina di regia di mercoledì non prenderà parte il premier Letta che invece parteciperà alla riunione di giovedì 18 luglio quando si dovrebbero tirare le somme. Nel frattempo continuano a rimbalzare diverse ipotesi. Oltre a quella, smentita da Palazzo Chigi, che prevederebbe di far pagare solo coloro la cui imposta è superiore ai 600 euro (una stangata che colpirebbe i contribuenti a partire dai proprietari di villette) ci sarebbe anche l’ipotesi di calcolare le tasse in base ai metri quadrati e non ai vani come è ora. Si tratta di una misura contenuta nella proposta di riforma del catasto contenuta della delega fiscale preparata dal governo Monti e rimasta parcheggiata. Ora infatti le tasse sulla casa vengono calcolate in base ai vani catastali in cui è divisa l'abitazione: in termini di tasse la cameretta di dodici metri quadrati o il salone di trenta pari sono. Le nuove regole fisseranno invece il valore della casa in base ai suoi metri quadrati. Cambierebbe la scaletta delle categorie catastali. La classificazione attuale nasconde diverse «bugie»: dai dati ufficiali risulta infatti che in Italia ci sono un milione di case senza bagno e che le abitazioni di lusso non vanno oltre le 36 mila unità (su un totale di quasi 33 milioni di immobili residenziali). L’obiettivo sarebbe quindi di avvicinare il valore fiscale della casa a quello di mercato. Sul tavolo del governo ci sarebbe anche la possibilità di cancellare in modo definitvo l’acconto di giugno congelato fino a fine agosto e di aumentare la franchigi ada 200 a 600 euro per tenere fuori dal prelievo l’80% dei contribuenti. L’obiettivo del governo è di arrivare al Consiglio dei ministri di fine luglio con un disegno di legge in cui vengono tracciati i parametri delal riforma della tassazione immobiliare. Il ddl dovrebbe viaggiare di pari passo alla delega fiscale che contiene la riforma del catasto. Il cardine di questa manovra dovrebbe essere l’attribuzione ai Comuni a partire dal 2014 degli incassi e della gestione dell’imposta. Contestualmente all’Imu il governo potrebbe affrontare la «service tax», la tassa sui servizi che dovrebbe inglobare in un unico prelievo la tassazione sugli immobili, rifiuti e servizi comunali quali l’illuminazione e i marciapiedi. Altro tema in scadenza a stretto giro è l’aumento dell’Iva rinviato a ottobre. Intanto ferve il dibattito. Brunetta ricorda che «la cancellazione dell'Imu sulla prima casa è parte fondante degli accordi di governo: o c'è la cancellazione o non c'è il governo, molto semplicemente. Non è una minaccia è una richiesta di far rispettare gli accordi di governo, non esistono ipotesi alternative o subordinate». Parole rilanciate dal presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani: «il Pdl non arretrerà di un millimetro sulla richiesta di abolizione dell'imposta sulla prima casa senza eccezione alcuna». E Gaetano Quagliariello, ministro delle Riforme istituzionali, avverte: «Sull'Imu non si può fare il gioco delle tre carte. L'imposta va superata perchè è necessario anche mettere benzina nel motore della nostra economia. Se non ripartono i consumi, non riparte l'economia e l'occupazione. Una cosa sono le abitazioni di lusso, altra cosa sono quelle normali che si vogliono fa passare per lusso, non è possibile metterle sullo stesso piano». Per il Pd Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari Sociali, incalza: «Continuiamo a parlare di Imu, ma una vera riforma fiscale passa per una maggiore considerazione delle famiglie con figli. Settembre dovrà essere un mese fondamentale in tal senso». Per Francesco Boccia, presidente commissione bilancio alla Camera, «c’è bisogno di una imposta sui servizi connessi agli immobili sul modello della council tax inglese». Il Pd chiede anche di affrontare il nodo del cuneo fiscale che non può passare in secondo piano, sostengono i democratici, rispetto all’imposta sulla casa. La Lega parla di un «deragliamento della cabina di regia sulla politica fiscale» e sostiene che «ormai il governo è spaccato in due e mettere insieme Pd e Pdl è stato come mescolare il diavolo con l'acqua Santa».
Imu più leggera con i maxi-sconti
Allo studio il calcolo dell’imposta in base ai metri quadrati invece che ai vani Al vertice di mercoledì il ministro Saccomanni dovrebbe scoprire le carte
