A Papa Francesco «fa male vedere preti e suore con auto di lusso», e non vuole più vedere musi lunghi «preti e suore con facce da peperoncino», che li fanno assomigliare al piccante vegetale, «non c’è santità nella tristezza». E sulla coerenza dice proprio «giustamente a voi giovani fa schifo quando vedete un prete o una suora che non sono coerenti». Dopo le strutture della Chiesa da «rinnovare», «vino nuovo in otri nuovi» nell’omelia dell’ultima messa mattutina a Santa Marta prima della partenza per Lampedusa, e l’udienza al presidente di Trinidad e Tobago in cui Papa Francesco si è improvvisato batterista suonando lo strumento caraibico donatogli da Carmona, ieri pomeriggio nell’aula Paolo VI per Bergoglio è stato il momento degli amichevoli moniti ai 6mila seminaristi, novizie e novizie che hanno partecipato al raduno in Vaticano «Mi fido di Te», promosso per l’Anno della Fede. L’udienza è durata 45 minuti. Ma Francesco scherza e fa "reclame" alla Cocacola: «monsignor Fisichella (il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazio e organizzatore degli eventi per l’Anno della Fede, ndr.) mi ha detto che posso tenervi qui fino a domani mattina - dice il Papa - ma dovrebbe almeno procurare a ciascuno un panino e una cocacola». Bergoglio vuole una Chiesa più missionaria e meno tranquilla, più gioiosa e meno triste. «La cultura del provvisorio ci bastona tutti. È pericolosa», ha sottolineato papa Francesco. La gioia, ha ammonito, non nasce da ciò che si possiede. «A me fa male quando vedo un prete o una suora con una macchina ultimo modello. Alfred - dice riferendosi al segretario mons. Xuereb - va con la bicicletta, è una cosa buona». Un monito che il Papa ribadisce più volte invitando a non seguire le mode del momento: «Penso alla ricerca dell’ultimo modello di smartphone ma la gioia non nasce da ciò che si ha. Pensate a quanti bambini muoiono di fame». Il discorso vale anche per i laici: «Penso al divertimento nei locali più in voga. Lo dico ai giovani non alle suore ovviamente - scherza Bergoglio -. Altri ancora passano da un ragazzo all'altro, ad un amore non sicuro». Ma «la vera goia nasce dall’incontro, dalla relazione con gli altri». E guai a lamentarsi. «Non imparate da noi vecchi lo sport del lamento», raccomanda poi Papa Francesco. Poi il mea culpa. «Anche io sono caduto nelle chiacchiere, e me ne vergogno». Un esempio che a Bergoglio serve per denunciare una pratica tanto diffusa quanto «terribile. Tante volte - dice - nelle comunità diocesane le giaculatorie più comuni sono le chiacchiere. Nel nostro mondo clericale, poi, quante invidie, quanto parlare male degli altri...». «In questo mondo dove si inseguono le ricchezze che fanno tanto male, siamo coerenti con la nostra povertà», è l’appello. «Ma quando vediamo che una istituzione religiosa guarda al denaro, questa è incoerenza». Nel lungo discorso a braccio il richiamo a una chiesa missionaria e non di «zitelle» e «zitelli». E il riferimeno al «voto di castita» e all’«impegno del celibato». «Dov’è la mancanza di gioia?» si chiede il Papa, che introduce sempre le spiegazioni con una domanda. «Questo - ha detto il Pontefice - non finisce nel momento del voto, è una strada che matura verso la paternità pastorale» altrimenti «se un prete non è padre e una suora non è madre diventa triste». La radice della tristezza è nella mancanza di paternità e maternità che viene dal vivere male il celibato». Sulla coerenza, ha scandito Francesco «è fondamentale perché la nostra testimonianza sia credibile». «Vorrei dirvi: uscite da voi stessi per annunciare il Vangelo», ha continuato rivolto ai giovani che si preparano al sacerdozio e alla vita religiosa. «Uscite da voi stessi - li ha esortati - per incontrare Gesù, andando verso la trascendenza e verso gli altri, due dimensioni che Vanno insieme: una soltanto non va». Il modello è Madre Teresa. I giovani, la famiglia, la lotta alla criminalità: sono stati invece i temi al centro dei «cordiali colloqui» avvenuti ieri mattina nel Palazzo Apostolico tra il Papa e il presidente di Trinidad e Tobago, Anthony Thomas Aquinas Carmona. Al momento dello scambio dei doni Bergoglio si è improvvisato "batterista", dopo l’invito di Carmona a «fare pratica» che gli ha porto le bacchette. E Francesco ha subito suonato divertito la piccola batteria. Carmona, che evidentemente sa che il Papa è un maestro persino ai fornelli, gli ha regalato anche una ricetta per fare il cioccolato. Al termine del colloquio con Bergoglio, Carmona ha incontrato il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati.
«Fa male vedere preti e suore con auto di lusso»
Amichevole richiamo alla coerenza. E mai facce da peperoncino. Non c’è santità nella tristezza
