Politica

Centrella: la presidente agisce come un deputato di Sel

«La terza carica dello Stato non può permettersi di rispondere così all’amministratore delegato del più grande gruppo italiano». Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, critica in modo...

«La terza carica dello Stato non può permettersi di rispondere così all’amministratore delegato del più grande gruppo italiano». Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, critica in modo aspro il presidente della Camera, Laura Boldrini per le dichiarazioni polemiche contro la Fiat. «Da privato cittadino è libera di pensare come vuole ma in quanto rappresentante di una istituzione, ha fatto un grave danno». In che senso ha fatto un danno? «Criticando Marchionne dà valore alla posizione della Fiom dimenticando che c’è tutto un mondo sindacale, oltre il 50% degli iscritti e dei simpatizzanti, che ha fatto in modo che Fiat non chiudesse Pomigliano ma abbia deciso di rilanciare il settore auto nonostante la grave crisi. Il presidente Boldrini deve capire che rappresenta tutti gli italiani e non il suo partito e il suo pensiero. Inoltre dovrebbe leggere tanti altri accordi come quelli che hanno portato allo stabilimento di Avelino e di Melfi, firmati anche dalla Fiom e che erano peggiori rispetto a quello attuale. Quindi la Boldrini sta facendo il deputato di Sel non il presidente della Camera e dovrebbe chiedere scusa a tutti i lavoriti che non si riconoscono in Fiom». Che lei ricordi ci sono stati altri casi del genere? «In tutti gli anni di storia repubblicana mai un presidente della Camera si è permess di arrivare a tanto. È il segno della decadenza della politica. Cosa dovrebbe invece fare adesso la Fiom? «Come a detto Airaudo che proprio dalla Fiom viene, sarebbe il momento di fermarsi e di discutere in modo pacato con l’azienda». Un atteggiamento conflittuale della Fiom potrebbe indurre il Gruppo automobilistico a lasiare l’Italia? «Fiat è un grande gruppo e ha un piano industriale di espansione ma se qualcuno continua a mettergli i bastoni tra le ruote potrebbe anche decidere di smarcarsi dal nostro Paese». Come Natuzzi che vuole continuare a delocalizzare? «È un momento molto difficile e il sindacato e il governo dovrebbero fare in modo di impedire che le aziende abbandonino il nostro Paese. Bene iprovvedimenti sul lavoro ma occorrno misure per aumentare il reddito altrimento l’economia non si rimette in moto». Come? «Occorre una riforma fiscale vera, detassando le buste paga dei lavoratori e dei pensionati». E la copertura? «Basta far pagare di più a chi ha più soldi. Partiamo dal quoziente familiare».

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