«La Corte Costituzionale, detta amichevolmente Consulta, un nome che ricorda l’oracolo di Delfi, ha dichiarato illegittima, in nome della Costituzione, l’abolizione delle Province previsto nel decreto Salva-Italia del dicembre 2011». Nel mirino di Beppe Grillo stavolta è la Corte costituzionale che ha «bocciato» il dl del governo sull’abolizione delle province. Dal suo blog, in un post dal titolo «L’oracolo della Consulta e le province eterne», il leader del M5S si rivolge ai giudici per chiedere loro «di verificare» anche se il precariato è costituzionale. Se gli esodati sono costituzionali. Se la legge elettorale Porcellum è costituzionale. Se spostare la data pensionistica a 67 anni è costituzionale. Se comprare cacciabombardieri per una Repubblica che ripudia la guerra è costituzionale. Se i rimborsi elettorali ai partiti contro la volontà di un referendum sono costituzionali. Fateci sapere, consultate le sudate carte». Tornando alla decisione della Consulta aggiunge che «il linguaggio usato dalla Corte» per dire no al decreto «è sublime ("il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio"). Cioè? Detto in parole povere le Province non si toccano. Sono circa 17 miliardi di risparmio all’anno per un ente le cui competenze possono essere assorbite dalla Regioni, ma di questi tempi si può scialare». Ecco, prosegue, «di fronte a queste decisioni calate all’improvviso da enti supremi come un fulmine di Giove (ieri il Consiglio Superiore della Difesa per gli F35, oggi la Consulta per le Province) il cittadino si ritrova come nel "Processo" di Kafka, spogliato da ogni decisione, annichilito da forze inesplicabili, inavvicinabili. Da moderni numi contro i quali non c’è appello». E conclude elencando nomi e data di nascita dei 15 giudici che formano «questo Olimpo».
Grillo contro la Consulta: «Boccia 17 mld di risparmi»
Dal suo blog il leader del MoVimento 5 Stelle attacca i giudici che hanno dichiarato incostituzionale la riforma delle Province. «Di fronte a queste decisioni il cittadino si sente annichilito come nel Processo di Kafka»
