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«Il mio paese a pezzi rimasto pure senza benzina»

Grazia Maria Colettig.coletti@iltempo.it ROMA «Speriamo che Morsi se ne vada e che non torni più, ha lasciato l’Egitto a pezzi, peggio di prima, sono tornato a casa il mese scorso, mancavo da...

ROMA «Speriamo che Morsi se ne vada e che non torni più, ha lasciato l’Egitto a pezzi, peggio di prima, sono tornato a casa il mese scorso, mancavo da cinque anni, e non si trovava più nemmeno la benzina, quando c’era io, cinque anni fa, questo non succedeva, la benzina l’ho sempre trovata». I giovani egiziani che vivono e lavorano a Roma, come Hosni, 20 anni il mese prossimo, sono dalla parte del baby leader gentile, Mahoumed Badr (nella foto) che iniziò a raccogliere firme anti-Morsi in un caffé del Cairo ad aprile e poi sono diventate 22 milioni. Se avesse potuto, una firma ce l’avrebbe messa anche Hosni, questo ragazzo esile ma determinato, proprio come il giovane di qualche anno più grande di lui, di 28 anni, diventato «il volto della Ribellione». Anche gli amici di Hosni, egiziani come lui, diventati maggiorenni nella Capitale, che ormai giustamente si sentono romani, la pensano come Hosni. È lui a commentare a caldo, anche per gli amici, che come lui vivono queste ore attaccati alla tv egiziana e su internet, seguono minuto per minuto quello che sta succedendo a casa loro, l’Egitto nel caos, la marea umana, la festa a piazza Tahrir. «Ci stiamo sentendo con gli amici, speriamo che vada via, ma non si tratta di un golpe - dice - ho la tv egiziana a casa, non si parla di questo» dice Hosni anche se i blindati dell’esercito egiziano hanno circondato la sede della Tv di stato al Cairo. E secondo Al Arabiya, nell’edificio è rimasto solo lo staff necessario per permettere la trasmissione delle dirette televisive. Hosni è tornato dall’Egitto il 29 giugno scorso. Ha lisciato per un soffio la rivolta. «Ho fatto appena in tempo a tornare, mancavo da cinque anni, ne avevo 15 quando sono arrivato a Roma». Ha vissuto alla Città dei ragazzi, la struttura in via della Pisana che accoglie e prepara alla vita i giovanissimi immmigrati come Hosni, inserito già quando aveva meno di 18 anni, in un progetto di lavoro presso lo storico salone di parrucchiere Donato di Villa Bonelli, passato dal padre alla figlia Valentina, dove continua a lavorare ancora oggi, gettonatissimo dalle signore, perché sa fare la depilazione con il filo, una tecnica che le sue clienti avevano sperimentato solo durante le vacanze esotiche.

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