Politica

Barca in campo «Sono un facilitatore»

Parla di sé, definendosi «un facilitatore, un destabilizzatore», e di Matteo Renzi, invitandolo a considerare che «il partito non può essere solo un comitato elettorale». Ex ministro montiano e ora...

Parla di sé, definendosi «un facilitatore, un destabilizzatore», e di Matteo Renzi, invitandolo a considerare che «il partito non può essere solo un comitato elettorale». Ex ministro montiano e ora militante Pd, Fabrizo Barca, intervistato da Sette , spiega che «cerco di spronare il partito a ragionare su come si costruisce un’identità e una modalità di governo». «Io - chiarisce - non aspiro alla segreteria. Mi piacerebbe influenzare un candidato segretario, questo sì». Per ora - aggiunge - intercetto molti renziani, gente sveglia. Sono appassionati per le istanze di cambiamento del loro leader, ma riconoscono il pragmatismo della mia proposta». A proposito del partito che vorrebbe, Barca dice che «alla semplice partecipazione, aggiungo la parola conoscenza. Il partito deve diventare il luogo della mobilitazione cognitiva». E a proposito di chi nel Pd teme una sua candidatura alla segreteria, Barca racconta l’aneddoto di quel giorno in cui «si è presentato il comitato ispettivo di un circolo dove ero atteso: erano in tre, uno per corrente. Non capivano che intenzione avessi. Conquistare la segreteria? Dare una spallata ai vertici?». Congresso e regole. Barca punta sul voto dei «partecipanti» e definisce così la categoria: «Una persona che negli ultimi anni ha dedicato un paio d’ore a settimana al Pd». Capitolo Renzi: «Usa un linguaggio moderno, comunica bene. Gli manca di riconoscere che comandare è molto difficile» e che il partito «ti serve anche la mattina dopo che sei andato al governo».

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