Politica

Cibo rosicchiato dai topi a bambini e malati

Casse in attivo per la Poliedil srl, società di fatto amministrata da Nicola Summa, 59 anni, e da Antonio e Gennaro Acanfora, rispettivamente 50 e 30 anni, destinatari di misura cautelare dal gip di...

Casse in attivo per la Poliedil srl, società di fatto amministrata da Nicola Summa, 59 anni, e da Antonio e Gennaro Acanfora, rispettivamente 50 e 30 anni, destinatari di misura cautelare dal gip di Napoli (il primo ai domiciliari), che grazie a un sistema corruttivo riuscivano ad ottenere con gare truccate appalti per mense in scuole, ospizi, ospedali e caserme, garantendo cibo scadente sicchiato da topi, ma lauti regali per funzionari pubblici, ufficiali e medici compiacenti almeno dal 2009. È l'indagine affidata ai carabinieri di Napoli che vede 45 indagati, oltre ai 6 destinatari di misure cautelari, tra cui il direttore sanitario dell’ospedale di Capri «Capilupi» Alfredo Irollo, ora con obbligo di dimora, ma anche assessori quali Orsola De Stefano, nella giunta irpina di Solofra, militari della Guardia di finanza in servizio presso la caserma «Sanges» di Napoli, marescialli della «Mocenico» a Venezia, dipendenti dell’ufficio economato dell’Asl Napoli Nord, medici, allevatori di cani da caccia. Le mense gestite dalla Poliedil sono molte e, oltre la Campania, in regioni quali Basilicata, Piemonte e Calabria. Un impero economico tenuto in piedi secondo l'accusa da assunzioni clientelari in cambio di appalti, regali enogastronomici per «taroccare» bandi, e guadagni illeciti abbassando la qualita' dei pasti serviti rispetto al capitolato concordato (carne di vitello anzichè di scottona, ad esempio) o dei servizi connessi (topi nei locali deposito di una mensa scolastica nel napoletano). E c’è spazio anche per vicende collaterali, emerse nel corso delle indagini anche dalle conversazioni telefoniche, come un caso di assenteismo dal lavoro grave favorito appunto da Irollo, che copre un ausiliario dell'ospedale, Nunziante Di Somma, già coinvolto nell’inchiesta sui portabagagli abusivi a Capri e ora sospeso dall'esercizio del pubblico ufficio, e un aborto irregolare che fa capo ancora ad Irollo. Corruzione, truffa, peculato e violazione della norma per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza. Sono queste le ipotesi di reato contestate ad Alfredo Irollo, direttore sanitario dell'ospedale «Calilupi» di Capri. L'uomo è tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, con l’obbligo di dimora nel comune di Napoli. Una delle ipotesi corruttive contestate ad Irollo riguarda la «complicità assunta con un operatore tecnico in servizio all'ospedale» al quale «copriva le assenze timbrando il cartellino di entrata ed uscita dal nosocomio isolano». In cambio degli «occhi chiusi», il tecnico dell'ospedale ripagava il suo direttore sanitario con derrate alimentari: «pesce fresco, carni pregiate».

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