Bufera sugli Stati Uniti dopo le ultime rivelazioni secondo cui i servizi americani avrebbero spiato leader dell’Ue e ambasciate di una serie di Paesi, tra cui l’Italia. Bruxelles chiede spiegazioni e John Kerry, dal Brunei, risponde che cercare informazioni su altri Paesi non è insolito, sottolineando che molti Stati intraprendono diversi tipi di attività per proteggere i propri interessi nazionali. Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha fatto sapere di avere chiesto chiarimenti a Washington. Intanto si fanno sentire anche Francia e Germania. Parigi «non può accettare questo tipo di comportamenti fra partner e alleati» e chiede «che cessi immediatamente», ha detto il presidente francese François Hollande. Se la notizia che gli Usa hanno spiato le ambasciate di Ue e Paesi amici si confermerà vera, il comportamento di Washington sarebbe «inaccettabile», ha tuonato il portavoce di Angela Merkel. A pretendere chiarimenti è anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha detto di attendere dall’amministrazione Usa «risposte soddisfacenti» sul «Datagate». Il Capo dello Stato riconosce che la questione è «spinosa» e osserva che ha creato «una forte discussione tra istituzioni europee e amministrazione americana». Oggi se ne occuperà il Copasir, che ascolterà in merito il direttore del Dis Giampiero Massolo e che valuterà la proposta del segretario dell’organismo parlamentare per la sicurezza della Repubblica Felice Casson per un «coordinamento europeo» tra i comitati che si occupano di sicurezza interna «perché la questione è europea e non riguarda solo il nostro Paese», osserva l’esponente del Pd. Per mercoledì Napolitano ha convocato al Quirinale il Consiglio supremo di Difesa e non si può escludere che l’argomento entri di prepotenza nell’ordine del giorno. Del resto, ieri ne ha parlato il ministro della Difesa Mario Mauro: l’eventualità che le ambasciate europee, compresa quella italiana, fossero spiate a Washington e New York, «è tutta da verificare». Ma se fosse vero, «i rapporti tra Italia e Usa sarebbero compromessi: se siamo alleati, se siamo amici non è accettabile che qualcuno all’interno di questo rapporto si comporti come una volta faceva l’Unione Sovietica con i suoi paesi satelliti». «Ho fiducia che tutti i chiarimenti saranno dati. Non ho dubbi che questo avverrà e noi chiederemo che questo avvenga», ha commentato il presidente del Consiglio Enrico Letta. Reazioni indignate da tutta Europa. Il presidente francese Hollande ha chiesto agli Usa di far «cessare immediatamente» lo spionaggio ai leader Ue, aggiungendo che «ci sono già elementi sufficienti perché chiediamo delle spiegazioni». Se la notizia che gli Usa hanno spiato le ambasciate di Ue e Paesi amici si confermasse vera, il comportamento di Washington sarebbe «inaccettabile», è stato il commento del portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, il quale ha aggiunto che il governo tedesco vuole che venga «ripristinata» la fiducia con gli Usa dopo lo scandalo del controllo delle comunicazioni. Per chiarire la vicenda il governo tedesco ha invitato l’ambasciatore statunitense a Berlino al ministero degli Esteri. Domenica il ministro tedesco della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger aveva parlato di «metodi usati dai nemici durante la Guerra fredda». Il ministro aveva quindi invitato il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, ad assumersi personalmente la responsabilità di indagare sulle accuse. «Se saranno dimostrate vere», le notizie sullo spionaggio americano nei confronti dell’Ue sono «inquietanti», ha detto la portavoce della Commissione europea, Pia Ahrenkilde, secondo cui l’Ue «si aspetta dalle autorità americane chiarezza e trasparenza. Ci aspettiamo di avere chiarimenti rapidamente». Le rivelazioni erano state fatte dal giornale tedesco Der Spiegel e da quello britannico Guardian . La Nsa avrebbe installato cimici negli edifici dell’Ue a Washington e a New York con infiltrazioni nella rete di computer interna per avere accesso a e-mail e documenti contenuti nei pc. Oltre ai diplomatici dell’Ue, gli Usa spiavano anche le ambasciate di una serie di Paesi amici tra cui Italia, Francia, Grecia, Giappone, Messico, Corea del Sud, India e Turchia. L’elenco, che compare in un documento datato settembre 2010 fornito al Guardian da Edward Snowden, elenca 38 ambasciate e missioni, indicandole come «target». La lista non include Regno Unito e Germania.
Bufera sugli Stati Uniti Napolitano: ora risposte
Letta: «Ho fiducia che daranno chiarimenti» Durissima reazione di Francia, Germania e Ue
