Non solo consulenti e vecchi saggi. Nella nuova Giunta regionale targata Nicola Zingaretti avvengono anche miracolose moltiplicazioni delle segreterie. Non ci vuole molto, basta cambiare il regolamento. Ma non tutto: basta un articolo. Attraverso l’articolo 1 del regolamento regionale n.6/2013 del 29 aprile scorso, infatti, la Regione ha provveduto a sostituire il previgente articolo 4 del regolamento regionale n. 1/2002 riorganizzando tutta la segreteria del presidente della Regione introducendo una nuova organizzazione delle strutture di assistenza del governatore. Nello specifico, la nuova segreteria del presidente è articolata in due segreterie: una tecnica e una politica. Con naturalmente a capo due capi segreteria che coadiuvano il governatore nei compiti istituzionali e politici. Il Presidente si avvale inoltre di un segretario particolare con compiti di tenuta dell’agenda, corrispondenza e rapporti con altri soggetti pubblici e privati in ragione dell’incarico istituzionale (comma 5 dell’articolo 4 del medesimo regolamento regionale n. 1/2002). I due capisegreteria sono Andrea cocco - in comando dalla Fondazione Musica per Roma con il ruolo di capo della segreteria politica - che dal 7 maggio 2013 al 31 dicembre 2013 guadagnerà «in via presuntiva» 61.500 euro - per il secondo semestre dell’anno, quindi - «da imputare sul capitolo di bilancio R21512 dell’esercizio finanzario 2013», spiega la determinazione del 21 maggio scorso. A capo della segreteria tecnica è stato invece nominato Stefano Del Giudice. Tutto perfettamente a norma, ma i dubbi di opportunità restano alla luce di una campagna elettorale improntata sulla trasparenza e la morigeratezza. Alla faccia del rismario. A questi ruoli devono naturalmente aggiungersi quello del capo di gabinetto e la segreteria generale della presidenza della Regione, con a capo Alessandro Tardiola alla cui dipendenze sono 11 strutture, tra cui il vice Andrea Sterpa (140mila euro l’anno inquadrato come dirigente dell’ufficio legislativo) e altri otto dirigenti scelti dal governatore a 115mila euro l’anno. Tutte figure comunque già ampiamente previste e non introdotte dall’attuale amministrazione a cui deve aggiungersi l’infornata di consulenze dello scorso 27 giugno e la nomina degli 8 saggi del Comitato per la legislazione. Nel silenzio generale dell’opposizione, tanto del Pdl quanto del MoVimento 5 Stelle. Unica voce sdegnata quella de La Destra. «La Giunta Zingaretti ha provveduto a rimpolpare la sua segreteria - attacca il capogruppo alla Pisana Fabrizio Santori - In questi giorni che si parla di riduzione dei costi della politica Zingaretti invece è il primo ad aumentare i costi di struttura con aumenti consistenti di stipendi e moltiplicazioni di incarichi». «Si parla della condanna di Berlusconi ma non dei guai giudiziari diretti e indiretti dei fedelissimi di Zingaretti; di tecnici e aperture a Grillo del sindaco Marino ma non del silenzio del governatore di fronte alla tragedia della trasparenza e della questione morale che la sua giunta e i numerosi trombati nominati consulenti sta rappresentando in questi pochi mesi di inizio legislatura», conclude Santori.
Non solo consulenti. Zingaretti moltiplica segreterie e dirigenti
Daniele Di Mariod.dimario@iltempo.it Non solo consulenti e vecchi saggi. Nella nuova Giunta regionale targata Nicola Zingaretti avvengono anche miracolose moltiplicazioni delle segreterie. Non ci...
