Politica

Maroni: «Le alleanze non sono automatiche»

Il segretario della Lega Nord Roberto Maroni si tiene le mani libere su eventuali accordi col nuovo Pdl ipotizzato da Silvio Berlusconi. «Al momento è tutto aperto - dice - nessun automatismo sulle...

Il segretario della Lega Nord Roberto Maroni si tiene le mani libere su eventuali accordi col nuovo Pdl ipotizzato da Silvio Berlusconi. «Al momento è tutto aperto - dice - nessun automatismo sulle alleanze». «Io - aggiunge - parlando coi giornalisti all’assemblea dei Giovani Padani in corso a Milano - sono interessato ai movimenti degli altri partiti perché si aprono spazi. Non sono però interessato ai contenitori ma ai contenuti». Maroni ricorda quindi che l’assemblea federale del Carroccio è prevista il 21 e 22 settembre a Venezia. Per quella data «il Pdl si sarà chiarito le idee e noi saremo in grado di decidere sulla base di contenuti se continuare l’alleanza». Nessuna polemica con Umberto Bossi che solo sabato sera, nel corso di un comizio a Cermenate nel Comasco, era tornato a criticarlo. Roberto Maroni infatti dice chiaramente di non voler «alimentare questioni interne» perché «i nostri avversari sono fuori». Il segretario federale della Lega Nord si limita poi ad aggiungere: «Quello che è successo a Cermenate non l’ho seguito. Stavo facendo altro». Nel corso del comizio di sabato il Senatur aveva detto: «A volte mi fanno incazzare certe cose come le espulsioni, certe frasi come "chi non è d’accordo può accomodarsi fuori". Non è accettabile». Bossi è tornato così ad attaccare Maroni, il quale, più di una volta, ha invitato a uscire dal movimento «chi non è d’accordo». Il presidente della Lega, con al suo fianco il vicesegretario federale, il «maroniano» Matteo Salvini, aveva poi rincarato la dose criticando il segretario per lo slogan «Prima il Nord»: «Io dico "prima la Padania". Nei movimenti politici c’è sempre un rischio e cioè che si bastoni la militanza se parla, ma la grande capacità della classe dirigente si misura dal rapporto con la militanza. Se si tagliano i contatti con la base si finisce male. La Lega l’ho fatta io: non ho nessuna intenzione di distruggerla, ma dobbiamo ascoltare bene la base».

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