Politica

I veri amori di Margherita

di Ezio Bussoletti - È morta Margherita Hack, il maschiaccio dell'astrofisica italiana, la prima donna che ha diretto un Osservatorio astronomico, Trieste, col polso che manca a molti colleghi...

È morta Margherita Hack, il maschiaccio dell'astrofisica italiana, la prima donna che ha diretto un Osservatorio astronomico, Trieste, col polso che manca a molti colleghi maschi. Laica convinta e atea, una scelta che ha sempre rivendicato e che ci ha diviso, in questi giorni sarà messa sugli altari e tutti parleranno di quanto fosse brava, grande protagonista della vita scientifica e piena di impegno civile. L'abituale palinoplia prevista in questi casi sarà sciorinata dalle autorità affrante e dai molti colleghi chiamati a commentarne la dipartita. Io vorrei parlarne in maniera diversa; di lei come donna e come politica, icona di una certa sinistra alla quale è stata utile nel corso degli anni. Margherita aveva un carattere spigoloso che si rifletteva nel suo forte accento toscano. Un pregio ha sempre avuto: quello che pensava te lo diceva in faccia, chiunque tu fossi. Questo le ha procurato simpatie immediate, poche, e antipatie più o meno nascoste ed invidie molte. Era una brava astrofisica e, come altri della sua covata, nonostante il caratteraccio, era stata mandata da chi l'aveva messa in cattedra a "colonizzare" Trieste, lontano dal potere centrale dell'astronomia di quei tempi, ma pur sempre col riconoscimento lungimirante che aveva delle doti e che poteva dimostrarlo. Mise in piedi un Osservatorio astronomico distintosi su ricerche di punta. Creò un gruppo di persone qualificate che sono state capaci di continuare il lavoro iniziato da lei mantenendo il gruppo ai più alti livelli scientifici. Ma in realtà aveva anche altri amori: la divulgazione scientifica della sua materia, l'impegno civile e la politica. Il suo carattere esuberante, vivaddio aveva una forte personalità che è raro trovare nelle generazioni di colleghi di oggi, la portava a scrivere libri che servissero a fare innamorare la gente per l'Astronomia e l'Astrofisica; con un solo neo, a mio modo di vedere: per attirare l'attenzione del lettore, lei o i suoi editori usavano spesso titoli "ad effetti speciali". Nella stessa importante collana nazionale mentre Melchiorri ed io scrivemmo un libro divulgativo sull'Astronomia infrarossa che andava appena nascendo chiamandolo semplicemente "Astronomia Infrarossa", nel suo caso il titolo scelto fu "I mostri del cielo". Ebbero successo entrambe le opere per cui non saprei dire chi avesse avuto ragione: entrambi o forse nessuno. Al suo carattere faceva riflesso il modo di vestirsi e di pettinarsi, quasi da suora laica (spero mi perdoni): uno chemisier in jeans quando faceva caldo e sandali francescani (perdonami ancora), abiti simili ma più spessi quando era inverno. Una sorta di divisa di una scienziata tutta dedita al suo lavoro alla quale non interessava avere un minimo di attenzione verso sé stessa e la propria femminilità. Molti anni fa, in una trasmissione divulgativa organizzata da Piero Angela a Firenze eravamo intervistati entrambi. Prima di andare in onda una truccatrice verificava se non fosse il caso di passare un velo di fondo tinta o qualcos'altro sul nostro viso: io stuzzicai Margherita chiedendole se avesse messo rossetto, mascara e smalto. Si rigirò sbalordita dandomi del matto, mai avrebbe fatto una cosa simile: lei era e voleva restare naturale, coerente con le sue idee di modo di vivere. Questa personalità e il personaggio che si era andato creando fecero presto breccia nei media; l'attività politica ne fu avvantaggiata e attirò presto l'interesse di capi partito alla ricerca del candidato acchiappa-voti; errore grave perché alle idee dell'estrema sinistra ci credeva veramente, le propugnava e voleva vederle realizzate in Italia. Si poteva essere d'accordo o no, ma almeno ha sempre avuto una coerenza politica che è mancata ad altri colleghi, assidui frequentatori di anticamere ministeriali piuttosto che di laboratori scientifici, persone che hanno galleggiato tra i partiti al governo saltando sempre sul carro del vincitore e della cui competenza manageriale ne stiamo ancora pagando le conseguenze. Nei suoi ultimi anni con Margherita ci siamo persi di vista seguendo strade diverse: devo dire che ho avuto spesso la sensazione che, se necessario politicamente a qualcuno, venisse quasi tirata fuori dalla naftalina dell'oblio e utilizzata con eccessivo cinismo. Non avevamo le stesse idee politiche ma ci siamo sempre rispettati e a lei vanno riconosciute qualità in via di estinzione sia nel mondo della ricerca che in quello politico dove abbondano ancora nani e ballerine. Buon vento Margherita, ovunque tu sarai.

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