Porta a casa un risultato importante. Cercato nelle ultime settimane e raggiunto nel Consiglio europeo di ieri. Il premier Enrico Letta sorride, almeno a Bruxelles: arrivano i fondi per la lotta alla disoccupazione giovanile. Ma ora tocca alle imprese, dice senza mezzi termini: «Non hanno più alibi». L’Europa trasferirà all’Italia un miliardo e mezzo di euro, su un totale di nove miliardi previsti per il fondo occupazione. «Adesso - ha spiegato Letta - sta alle imprese» fare le assunzioni a tempo indeterminato «perché possono farlo contando su una forte defiscalizzazione». Ma il presidente del Consiglio ha anche ammonito a «rifuggire da aspettative eccessive». Un avvertimento arrivato pure dalla cancelliera tedesca Angela Merkel: «Non saremo in grado di fare un’offerta a tutti, non bisogna creare false attese o ci sarà delusione». Sembrano archiviati i tempi dei sorrisi maliziosi tra la Merkel e Sarkozy ai danni di Berlusconi. Roma e Berlino sono più vicine di un tempo. Lo stesso Letta ha rivelato che è stata proprio la cancelliera tedesca la prima leader europea a conoscere il piano per l’occupazione: «Ci siamo incontrati subito dopo la fiducia al Senato e lei ha compreso l’importanza del lavoro che stavamo facendo». Anche sulla Banca Europea degli Investimenti la Germania ha posizioni più sfumate rispetto ai tifosi della tripla A, i Paesi del Nord Europa, ha ammesso il ministro Moavero, sempre al fianco di Letta, conversando con i giornalisti in apertura dei lavori al Justus Lipsius, il palazzo che ospita il vertice. Le posizioni in campo sulla Bei, infatti, risentono di interpretazioni diverse che i vari Paesi danno della funzione della banca. Alla fine è stata una partita pareggiata, ha detto Letta usando la metafora calcistica: il Consiglio europeo ha infatti invitato la Bei ad aumentare l’attività di prestito di almeno il 40 per cento, meno quindi di quel 50 per cento su cui sembrava si potesse raggiungere un accordo, soprattutto dopo la ricapitalizzazione di 10 miliardi da parte dei Paesi membri. Il premier e la delegazione italiana ha infine vinto di misura sull’unione bancaria. Non è mancato un giallo sui termini usati nelle conclusioni: «Nel testo che è entrato in consiglio era sparita la dizione banking union, forse per un refuso. C’era una più generica indicazione di integrated financial frame work», ha sottolineato Letta. Lontano da Roma, il premier non ha potuto fare a meno di rispondere alle domande dei cronisti, anche stranieri, sulle vicende della maggioranza. Alla giornalista della Cnbc che gli ha chiesto se i problemi giudiziari di Silvio Berlusconi possano avere ripercussioni negative sulla tenuta del governo, Letta si è detto sicuro che «non ci saranno conseguenze negative» e anche le critiche piovute sul piano lavoro dal capogruppo del Pdl Renato Brunetta «non fanno che rendere il governo più forte e determinato». Si è soffermato anche su Beppe Grillo, autore di un post che ha sbeffeggiato il piano lavoro. «Un sito autorevole - ha detto Letta non tradendo alcun sarcasmo - ha scritto delle falsità sul provvedimento facendo intendere che poteva finire tutto in vacca», ma quel che è peggio è che «autorevoli editorialisti» hanno dato credito a quel sito, «continuando nelle prese in giro». Il comico genovese non ci sta e torna ad attaccare il premier: «Capitan Findus Letta quando vede una piccola media impresa la affoga, ma per scherzo, come si fa tra amici. Il problema è che lo scherzo non gli riesce mai e l’impresa muore per mancanza d’aria». Grillo insiste: «Il problema delle Pmi è la cassa, la liquidità. Le banche non fanno credito impegnate come sono a comprare titoli di Stato italiani. Lo Stato non rimborsa i crediti delle aziende arrivati a circa 130 miliardi. I clienti dilatano i tempi di pagamento a 120, 180 giorni, quando va bene, perché, quando va male, i clienti falliscono e il credito diventa di fatto inesigibile. Il governo però ha assoluto bisogno di soldi per rimandare l’Iva e l’Imu a data da destinarsi. Cosa di meglio allora di un salasso alle imprese invece di tagliare costi inutili? La crisi delle piccole e medie imprese sta facendo crollare il gettito fiscale, che necessita di circa 800 miliardi all’anno, su cui si regge l’Italia. Cosa vuoi di più dalla vita e da Capitan Findus? Una spinta sott’acqua?», conclude Grillo.
«Dall’Ue i fondi per i giovani Ora tocca alle imprese»
Letta invita le aziende a fare investimenti Poi accusa Grillo: «Ha scritto falsità»
