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Il Tesoro colloca 5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni

Buona domanda ma tassi in salita. È questo il segnale che arriva dai mercati finanziari nei confronti della carta emessa dal Tesoro italiano. Il ministero dell’Economia ha collocato 5 miliardi di...

Buona domanda ma tassi in salita. È questo il segnale che arriva dai mercati finanziari nei confronti della carta emessa dal Tesoro italiano. Il ministero dell’Economia ha collocato 5 miliardi di euro di titoli del debito pubblico a 5 e 10 anni, al top del target previsto. Il tasso dei decennali sale dal 4,14% al 4,55% e quello dei quinquennali dal 3,10% al 3,47%. La domanda è stata pari a 1,46 volte l’offerta per i decennali e a 1,3 volte per i quinquennali. A spingere verso l’alto i rendimenti sono ancora le turbolenze finanziarie innescate dall’annuncio della Federal Reserve su un ridimensionamento delle misure di quantitative easing ovvero del piano di acquisto di bond Usa da parte della Fed per immettere ossigeno finanziario a sostegno dell’economia Usa. Come nell’asta dei Ctz e dei Bot dei giorni scorsi il ministero dell’Economia ha dovuto mettere sul piatto tassi più alti per convincere gli investitori a sottoscriverli. Sulla scadenza quinquennale il rendimento medio è salito al 3,47% dal 3,01% del collocamento di maggio, mentre la domanda è risultata in calo a 1,30 volte l’importo offerto rispetto a 1,40 precedente. Sul titolo decennale il tasso medio è cresciuto al 4,55% dal 4,14%, segnando i massimi da fine marzo. In questo caso però il rapporto di copertura è aumentato a 1,46 da 1,38. In controtendenza invece lo spread tra il Btp e il Bund tedesco, che è sceso a 284 punti base dai 293 di ieri, col tasso sul decennale in discesa al 4,56%. Sui mercati azionari le Borse europee archiviano la seduta tutte in territorio positivo. Londra è la migliore con un rialzo dell’1,26%, seguita da Parigi (+0,97%), Francoforte (+0,63%), Milano (+0,44%) e Madrid (+0,27%). A spingere i listini europei sono stati gli accordi dell’Ecofin sul fallimento ordinato delle banche Ue e una serie di dati macroeconomici positivi diffusi sulle due sponde dell’Atlantico. Nell’Eurozona è migliorata più del previsto la fiducia economica a giugno, col relativo indice in rialzo a 91,3 punti. Le crescite maggiori sono state registrate in Spagna (+2,5) e in Italia (+1,7). In Germania, poi, il tasso di disoccupazione, sempre a giugno, è sceso al 6,8% e anche il dato di maggio è stato limato al 6,8% dal 6,9% della prima lettura. Complessivamente il numero dei disoccupati è diminuito di 12.000 unità a 2,94 milioni, contro attese di un aumento di 8.000 unità.

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