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Milano va giù Lo spread sopra 310 punti

Nonostante il recupero delle borse europee, non di Milano, è stata una nuova giornata di tensione quella di ieri sui mercati finanziari, che, senza aver ancora digerito l'annuncio del...

Nonostante il recupero delle borse europee, non di Milano, è stata una nuova giornata di tensione quella di ieri sui mercati finanziari, che, senza aver ancora digerito l'annuncio del ridimensionamento del piano di stimoli della Federal Reserve, si sono trovati all'improvviso di fronte lo spettro di una crisi di liquidità in Cina. Un clima di incertezza che continua ad avere un impatto sensibile sul mercato del debito. Il Tesoro ha collocato Ctz a due anni per 3,5 miliardi di euro con un rendimento del 2,403%, il maggiore dal settembre 2012 e in aumento dell’1,29% rispetto all'asta precedente. Stesso copione per l’asta di Btpei, dove i titoli con scadenza nel 2018 hanno registrato un incremento dei tassi altrettanto sensibile. Immediato il riflesso sullo spread Btp/Bund, che, dopo un’apertura intorno a quota 290, ha sfondato nuovamente la soglia dei 310 punti. E se non avesse iniziato ad aumentare anche il costo del debito della Germania, il differenziale risulterebbe ancora più preoccupante, a fronte di un rendimento dei Btp decennali salito sopra il 4,8%, ai massimi da quasi cinque mesi. Febbre da spread anche in Spagna, dove il netto rialzo dei rendimenti all'asta di titoli a tre e nove mesi ha riportato sopra il 5% il rendimento dei Bonos decennali. L’impatto delle aste sui mercati azionari si è però fatto sentire solo a Piazza Affari con il Ftse Mib in calo dello 0,36% a 15.056 punti. Positive le altre piazze europee grazie aal recupero di Shanghai, che ha chiuso in flessione dello 0,2% dopo essere precipitata ai minimi da quattro anni e mezzo, in calo di oltre il 5%, a causa del timore che le misure restrittive varate sui flussi di denaro varate dalle autorità di Pechino causino un credit crunch. Un recupero probabilmente legato alle dichiarazioni ufficiali giunte dalla banca centrale cinese, che ha assicurato che il recente rialzo dei tassi interbancari è un «fenomeno stagionale» che verrà monitorato ma ha escluso l’ipotesi di iniezioni di liquidità nel sistema. Ancora più esplicito un articolo apparso sul governativo «Quotidiano del Popolo» che ha affermato che le autorità monetarie cinesi non sono disposte a «fare da balia ai mercati».

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