Politica

La figlia incubo della sinistra

di Sarina BiraghiQualcuno dice che è da escludere, qualche altro la definisce una nobile uscita di sicurezza, altri ancora temono la scelta. L’«uomo che sussura ai potenti», il lobbista Luigi...

Qualcuno dice che è da escludere, qualche altro la definisce una nobile uscita di sicurezza, altri ancora temono la scelta. L’«uomo che sussura ai potenti», il lobbista Luigi Bisignani, dopo averlo consigliato, sostiene che Silvio Berlusconi si sarebbe già convinto di passare il testimone a Marina. La primogenita ha sempre avuto un ruolo particolare nella vita privata del Cavaliere, ricoprendo da qualche anno anche quello di nonna Rosa che tanti consigli ed affetto manifestava nei confronti del figlio entrato in politica con la sua benedizione. «Quello cui abbiamo dovuto assistere è uno spettacolo assurdo che con la giustizia nulla ha a che vedere, uno spettacolo che la giustizia non si merita», è stata la dichiarazione di Marina sulla sentenza Ruby, parole di rabbia e delusione di una figlia ferita per il trattamento riservato a suo padre. E lei, con quel piglio manageriale (nominata vicepresidente della holding di famiglia nel 1996, a 30 anni), le capacità e la determinazione unite a una intelligenza brillante, appare come la vera erede, economica e politica, del Cavaliere. Non per niente Forbes la definì, qualche anno fa, la più potente d’Italia, tra le prime cinquanta al mondo. Certo per la sinistra sarebbe un vero incubo: ancora Berlusconi, anche se Marina. Ci sarà chi griderà allo scandalo, dimenticando che sarebbe la giusta successione in una dinastia politica. Basta dare uno sguardo alla saga dei Kennedy, ai Reagan, ad un’altra Marina, la figlia di Le Pen. O forse sarebbe un’opportunità per la sinistra: fare ancora dell’antiberlusconismo il cavallo di battaglia evitando così le lotte fratricide all’interno del Pd.

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