Politica

Epifani: «I processi del Cav non minaccino l’esecutivo»

Il Pd guarda alle mosse di Silvio Berlusconi e si interroga, anche al suo interno, sul destino del governo. Guglielmo Epifani, ricevuto a palazzo Chigi da Enrico Letta, ha rassicurato il premier...

Il Pd guarda alle mosse di Silvio Berlusconi e si interroga, anche al suo interno, sul destino del governo. Guglielmo Epifani, ricevuto a palazzo Chigi da Enrico Letta, ha rassicurato il premier sull’intenzione del Pd di sostenere l’esecutivo, ma ha anche chiarito che una situazione di incertezza non è sostenibile. Non si può restare «appesi» a Berlusconi, ha spiegato, e su questo avrebbe convenuto anche il Presidente del Consiglio. Quanto al Pd, ha più volte ribadito negli ultimi giorni che ritiene indispensabile che le vicende giudiziarie del Cav non abbiano riflessi sull’esecutivo. E che di certo, non è dal congresso del Pd che arriveranno fibrillazioni. Le ragioni per cui i Dem hanno deciso di dar vita alle larghe intese sono ancora tutte valide: dalla crisi alla pressione dei mercati internazionali. Se saltasse il governo, è la preoccupazione, «ci massacrerebbero». Dunque la linea è e resta che i processi sono di Berlusconi. Il resto va tenuto fuori, anche se certo «il leader del Pdl non può aspettarsi un salvacondotto». Le eventuali dimissioni di Berlusconi «sono un problema che riguarda il suo rapporto con gli elettori: noi rispettiamo quello che decide», ha sottolineato Epifani da Bruxelles, «per quel che mi e ci riguarda ripeto che bisogna tenere distinti il piano giudiziario dal piano politico». Questo non senza qualche mal di pancia all’interno del Pd: da fronti diversi, sia Rosy Bindi sia Pippo Civati hanno chiesto una riflessione sul senso di un’alleanza con un partito guidato da un leader che ha già sulle spalle condanne a diversi anni di carcere. E il disagio è diffuso, ma si punta a superarlo «sul campo». Il governo, è la tesi di diversi deputati, deve fare le misure che è stato chiamato a varare e un primo segnale potrebbe venire già oggi col pacchetto lavoro. Epifani ha chiesto a Letta di non dimenticare alcune emergenze, come gli esodati, e di destinare pur nella ristrettezza dei margini un po’ di risorse anche al sociale. Il prossimo passo sarà poi il rinvio dell'aumento dell’Iva che Letta avrebbe assicurato a Epifani. Ma i tanti rinvii sono vissuti con difficoltà all’interno del Pd. «Si rinvia l’Imu, si rinvia l’Iva, si rinvia la Tares e a ottobre-novembre ci troveremo con tutto il pacchetto sulle spalle», ha spiegato un deputato renziano. A novembre, e per qualcuno non è una coincidenza, è previsto anche il congresso del Pd su cui è in corso una durissima per quanto sotterranea guerriglia sulle regole.

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