Politica

Squinzi: a rischio il rapporto imprese-governo sui crediti della Pa

«Se le risorse stanziate per pagare i debiti della pubblica amministrazione alle imprese venissero usate per altri fini, chi ci governa sappia che il rapporto con gli imprenditori sarà...

«Se le risorse stanziate per pagare i debiti della pubblica amministrazione alle imprese venissero usate per altri fini, chi ci governa sappia che il rapporto con gli imprenditori sarà irreparabilmente compromesso». Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, nel suo intervento durante l'assemblea di Federchimica mette in guardia il governo da passi falsi. Squinzi poi sottolinea che «se si può evitare l'entrata in vigore da subito dell'aumento dell'Iva è un fatto positivo, ma le priorità sono altre: i pagamenti della pa, perchè qui ci sono oltre 100 miliardi di debiti arretrati non pagati e che devono essere rimborsati perchè ci sono le imprese che stanno soffrendo disperatamente il credit crunch». Il numero uno degli industriali italiani indica poi un'altra priorità: «un intervento vero, serio, sul costo del lavoro di abbassarlo di almeno di dieci punti». Critica il mondo politico perché «invece di rispondere al disagio sociale ed economico con uno scatto di orgoglio e rinnovamento si è perso in tatticismo, sprecando tempo ed energie preziosi». Squinzi non esclude che nella seconda parte dell'anno possa esserci un rimbalzo dell'economia ma questo «non vuol dire che siamo fuori dalla crisi e che siamo veramente ripartiti con la crescita. Farcela è una parola grossa». Poi ricorda che lo scorso anno il Pil è sceso del 2,4% e quest'anno sembra avviato verso un ulteriore -1,8%, che potrebbe essere anche «qualcosa di più, perché i peggioramenti ci sono di settimana in settimana». Per Squinzi «è chiaro che dopo due anni consecutivi di decrescita di questo tipo ci sarà prima o poi un rimbalzo ma questo non significa che ci sia una vera ripartenza». Quanto al miliardo di fondi europei per rilanciare l'occupazione «è un inizio ma non è sufficiente, in ogni caso il riassorbimento della disoccupazione giovanile non sarà una cosa immediata e non è con un incentivo che la cosa cambierà». Infine ha sottolineato l’importanza della chimica che è «il turbo del made in Italy». Per questo, ha sottolineato, «si deve smettere di guardare alla chimica come a un problema, ma come a una possibile soluzione per i problemi di competitività del nostro Paese». Le imprese di questo settore, ha ricordato infatti, uniscono peculiarità che pochi altri comparti possono fare: dall'innovazione alla ricerca per nuovi materiali e nuove applicazioni. Il presidente di Confindustria ha fatto riferimento anche alle regole sulla contrattazione che «nei prossimi mesi dovremo verificare». Perchè, spiega, «siamo convinti che il contratto collettivo, in una realtà industriale caratterizzata da pmi continua ad avere un ruolo fondamentale».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.