«Un indebolimento del governo, o una forzata deviazione dal percorso tracciato dal presidente Letta quando ottenne la fiducia del Parlamento, sarebbe pagato dai cittadini e dalle imprese attraverso un ritardo della ripresa economica e maggiori tassi di interesse. Il Governo, tutore del bilancio pubblico e responsabile verso tutti gli italiani di oggi e di domani, non può e non deve sentirsi tenuto a mantenere promesse elettorali fatte, talora irresponsabilmente, dai partiti». Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente di Scelta Civica Mario Monti. «Gli uni hanno promesso alleggerimenti dell’Imu non compatibili con la situazione finanziaria e con l’esigenza di attenuare in primo luogo la pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa. Gli altri hanno garantito, più o meno esplicitamente, che non si procederà ad altri interventi intesi a rendere il mercato del lavoro più moderno ed orientato alla produttività - ha aggiunto - Ma se il bilancio pubblico dovesse uscire dalla zona di sicurezza nella quale è stato riportato e se la ricerca di relazioni di lavoro per gli occupati (e soprattutto per quanti, in gran parte giovani, oggi occupati non sono) più in linea con le esigenze della competitività non venisse proseguita, ne soffrirebbero l’economia e la società italiana nel complesso, compresi coloro che in apparenza dovrebbero dire grazie ai partiti, nel caso quelle promesse venissero mantenute». «A partire dalla primavera del 2012 il Pdl e il Pd, per favorire le categorie economiche e sociali a loro rispettivamente vicine, hanno attenuato e ritardato sia le riforme strutturali sia i tagli della spesa pubblica proposti dal Governo di impegno nazionale», ha sottolineato Monti. «Scelta Civica fa appello al presidente Letta (al quale abbiamo consegnato nei giorni scorsi alcune proposte operative per accelerare la crescita nella stabilità) - ha concluso Monti - e soprattutto al Pd e al Pdl affinché non frenino di nuovo, dando priorità alla tutela conservatrice di interessi particolari, la ripresa della produzione e dell’occupazione, di cui l’Italia ha grande bisogno». La deputata di Scelta Civica Linda Lanzillotta, dal canto suo, ha affermato di aver apprezzato le parole di Letta e ha rimarcato: «Un Paese non si governa con gli ultimatum». «Ho trovato positivo la serietà e la cautela con cui Letta ha intenzione di affrontare le prossime settimane di governo, mettendo come priorità il lavoro giovanile. Non è con gli ultimatum che si governa un Paese», ha detto la vicepresidente del Senato. «L’unico modo per riavviare una crescita duratura è un piano di riforme e interventi fiscali che dovrebbero essere concentrati su imprese e lavoro - ha aggiunto la Lanzillotta - È inutile defiscalizzare le nuove assunzioni se poi l’economia non riparte. Anche gli incentivi per i nuovi occupati potranno essere efficaci solo se vi sarà il sostegno alle imprese e alla domanda interna: solo con le riforme l’Italia sarà più competitiva».
Monti: sarebbero i cittadini a pagare un indebolimento del governo
«Un indebolimento del governo, o una forzata deviazione dal percorso tracciato dal presidente Letta quando ottenne la fiducia del Parlamento, sarebbe pagato dai cittadini e dalle imprese attraverso...
