Mentre il dibattito politico si avvia lentamente verso un'estate molto calda, ecco che il governo Letta si trova ormai a dover affrontare il momento della verità. Da un lato vi è stato il proclama forte dei sindacati che hanno espresso in modo chiaro un niet all'ipotesi di aumento dell'Iva, trovando, cosa per nulla scontata in questa fase, un'approvazione forte da parte del segretario del Pd Epifani. Dall'altro il segnale duro che da opposta sponda viene dal Pdl, che per bocca del segretario Alfano si è pronunziato con intransigenza contro questa linea fiscale inaccettabile. Ebbene adesso il gioco si fa duro, e si palesa l'esigenza da parte delle forze politiche di rimanere saldati alle sensibilità degli elettori e dei cittadini, i quali, estenuati da una sorta di massacro persecutorio da parte del governo, temono adesso per i propri risparmi e per la propria sopravvivenza. Sicuramente la duplice lamentela non nasconde una stessa valutazione a destra e a sinistra. Da parte di sindacati e Pd mal si digerisce una politica impopolare, sebbene in linea con la propria visione ideale che antepone comunque alla libertà redistribuzione e interessi internazionali. Da parte del Pdl vi è forse qualcosa di più sentito e profondo. È chiaro tuttavia che così non si può andare avanti. Non è possibile dirigere il Paese, preferendo la legge al diritto e ignorando il malessere pesante dei cittadini che non vogliono più sentire ragioni. Oggi non è più giustificato per un libero professionista e per un normale lavoratore vedersi portar via il poco valore che hanno gli stipendi da un aumento dell'Iva o da nuove vessazioni fiscali. Non è più tollerabile, neanche se in ballo vi sono patti europei e debito pubblico. Quando mancano i soldi, magari per amministrare beni familiari duramente guadagnati o ereditati, il pagamento di una tassa diviene qualcosa d'immorale, che grida vendetta al cospetto di Dio. D'altronde, a fornire valori precisi al centrodestra è la dottrina sociale della Chiesa che indica distintamente la non percorribilità di una linea politico-economica neo dirigista. Il parametro è custodito integralmente nel valore cristiano più importante di tutti, enunciato nel Settimo Comandamento: non rubare! È da lì che proviene l'idea di società che dovrebbe perseguire in ogni modo una nazione come la nostra. Non rubare esprime non soltanto che ogni uomo deve avere il diritto di possedere beni sufficienti per vivere, ma che allo Stato non è lecito portare via al privato cittadino più di quanto sia giusto per la felicità di tutti. La visione cristiana dell'economia è l'unica che non ha perso la partita della storia e condanna con chiarezza l'abuso fiscale e i prelievi forzosi ai contribuenti, fossero pure fatti per motivate congetture. È bene che il centrodestra si faccia avanti con idee e con proposte solide. Soprattutto che faccia valere un'organizzazione comunitaria non incentrata su finalità impopolari e astratte ma sulla giustizia sociale che condanna di per sé qualsiasi operazione pubblica che si manifesti come furto ai danni del popolo sovrano. Alla sinistra bisogna ricordare che questa crisi è l'effetto ultimo del marxismo, il quale ha neutralizzato con le politiche fiscali la vera rivoluzione, quella industriale, in una dinamica di lotta di classe e d'internazionalizzazione reazionaria e illiberale per i propri interessi di potere. La gente è stufa. E qualsiasi cosa, anche una crisi di governo, oggi è meglio che sentirsi minacciati dal controllo dell'erario sui conti correnti o dalla pretesa che una casa di proprietà, magari guadagnata con sudore e fatica onesta, sia chiamata reddito, quando è soltanto una spesa di sopravvivenza e un mezzo con cui si dà lavoro e pane a tanta gente. Che i politici si ricordino che "non rubare" è un comandamento di sempre, che impone di tutelare una libertà naturale che garantisce uguaglianza per tutti, condannando una tirannide di Stato che chiama debito pubblico e legalità soprusi e violazioni di diritti supremi.
Politica e Settimo Comandamento
di Benedetto Ippolito - Mentre il dibattito politico si avvia lentamente verso un'estate molto calda, ecco che il governo Letta si trova ormai a dover affrontare il momento della verità. Da un lato...