Politica

La scadenza si avvicina

di Sarina Biraghi Mancano soltanto sette giorni alla fatidica scadenza del 1°luglio e ancora non sappiamo che ne sarà dell’aumento dell’Iva. Sappiamo però che il ministro Alfano ha lanciato l’ultima...

Mancano soltanto sette giorni alla fatidica scadenza del 1°luglio e ancora non sappiamo che ne sarà dell’aumento dell’Iva. Sappiamo però che il ministro Alfano ha lanciato l’ultimatum: niente aumento e detassazione delle assunzioni o il governo non va avanti. Come dire, programma e destino del governo vanno a braccetto anche se Letta prova a mediare un rinvio di tre mesi. Il premier dovrebbe ricordare di essersi prefissato un tempo di 180 giorni e, considerato che ne sono passati oltre 50, rinviare di altri 90, forse l’esecutivo non riuscirà neanche a mangiare il panettone? Anche i sindacati hanno gridato: «Basta promesse, servono i fatti». Tanta chiarezza meriterebbe una risposta altrettanto chiara e decisiva, non certo un’altra ipotesi di rinvio perché gli italiani sono stanchi e chiedono «certezza». Quella stessa determinazione che ha avuto Attilio Befera, quando ha programmato il suo infallibile «Serpico», che permetterà all’Agenzia delle entrate di acquisire automaticamente le informazioni sui conti correnti degli italiani dalle banche. Da domani movimenti e saldi dei conti correnti non avranno più segreti perché non c’è privacy che tenga per affrontare la lotta all’evasione fiscale. Insomma, se non riusciamo ad essere «civili» allora dobbiamo diventare nudi e senza segreti. La prima che ha promesso di essere così è la ministra Idem che, «violentata da parole pesanti come pietre» per non aver pagato l’Imu ed essersi fatta una palestra abusiva, si è difesa dichiarandosi «non una cittadina infallibile, ma onesta e con l’intenzione di non dimettersi». Non vorremmo un governo costretto a dimettersi, però gli italiani sono stanchi dei mantra giustificativi, vogliono azioni concrete.

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